La missione
Meloni a Baku rilancia l’asse energetico con l’Azerbaigian: «Più l’instabilità aumenta, più serve rafforzare le certezze»
Prima visita di un premier italiano dopo tredici anni: nasce un coordinamento politico permanente tra Roma e Baku, con al centro energia, investimenti e sicurezza
«Abbiamo deciso di trasformare la nostra collaborazione in una sorta di coordinamento politico permanente». È il passaggio chiave con cui il presidente del Consiglio Giorgia Meloni sintetizza da Baku l’esito della visita ufficiale in Azerbaigian, la prima di un premier italiano dopo tredici anni. «Credo che fosse doveroso colmare questa mancanza». Accanto a lei, nel Palazzo Ganjlik, il presidente Ilham Aliyev, in un momento che segna un riallineamento esplicito su dossier energetici e sicurezza regionale.
Meloni a Baku apre nuovi orizzonti
Meloni sottolinea il valore strategico della missione: «Più l’instabilità intorno a noi aumenta, e più è importante rafforzare le certezze che abbiamo, e la relazione tra Italia e Azerbaigian è certamente una di queste certezze». Il messaggio è diretto: consolidare un asse considerato affidabile nel pieno della crisi internazionale.
Energia e corridoi strategici
Il nodo centrale resta, non a caso, quello energetico. «Le forniture di gas e di petrolio verso l’Italia sono state determinanti per la sicurezza energetica della Nazione», afferma Meloni, indicando la continuità con la strategia avviata dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Non solo volumi, ma integrazione industriale lungo tutta la filiera.
Aliyev conferma il peso della relazione: «L’Italia è il primo partner commerciale dell’Azerbaigian» e «lo scorso anno il nostro interscambio ha raggiunto circa 12 miliardi di dollari». Sul gas, precisa che l’Azerbaigian ha esportato 25 miliardi di metri cubi di gas naturale, di cui tra i 9 e i 15 miliardi sono stati destinati proprio al mercato italiano.
Nel quadro europeo, Roma punta a rafforzare il ruolo di hub energetico mentre Baku ambisce a consolidarsi come snodo tra Europa e Asia. «Noi vogliamo che l’Azerbaigian possa rafforzare il suo ruolo di snodo fondamentale tra Europa e Asia, e che l’Italia possa essere sempre più la porta d’accesso privilegiata al mercato europeo», sintetizza Meloni.
Difesa, industria e proiezione esterna
Accanto all’energia emerge il dossier sicurezza. «Un altro ambito decisivo è certamente quello della difesa e della sicurezza», afferma la premier, indicando una cooperazione basata su «trasferimento di competenze» e «sviluppo congiunto».
Aliyev insiste sulla dimensione industriale: «Abbiamo idee concrete sull’attuazione di progetti, sull’organizzazione della produzione e sulla combinazione delle tecnologie italiane con le risorse finanziarie dell’Azerbaigian». Il dato operativo è già significativo: «Oltre 130 imprese italiane operano nel Paese» e «hanno realizzato e stanno realizzando 23 importanti progetti».
La prospettiva si allarga anche ai mercati terzi, segnalando una convergenza che supera la dimensione bilaterale.
Caucaso, Iran e equilibrio regionale
Il vertice si inserisce in un contesto regionale fragile. Meloni richiama «la crisi che coinvolge l’Iran» e ringrazia Baku per il supporto nelle operazioni di evacuazione: «Abbiamo potuto ricollocare temporaneamente qui a Baku la nostra ambasciata a Teheran».
Sul Caucaso, Roma sostiene la distensione delle tensioni tra Armenia e Azerbaigian: «Ho ribadito il pieno sostegno dell’Italia a un percorso di normalizzazione». Un passaggio che Aliyev valorizza anche simbolicamente. «Il fatto che, concluso il vostro programma lì, siate venuti in Azerbaigian ha per noi un significato particolare», dice riferendosi al vertice della Comunità Politica Europea svoltosi a Yerevan.
Un asse destinato a consolidarsi
La missione produce inoltre risultati concreti: dal business forum, annunciato dalla premier e previsto nel 2026, alla prospettiva di nuovi investimenti incrociati. Aliyev ricorda poi che «gli investitori azeri hanno investito circa 3 miliardi di dollari nell’economia italiana», mentre Baku attende un rafforzamento della presenza industriale italiana.
Meloni chiude con una linea coerente con l’impostazione geopolitica della visita: «Insomma, tanti temi che ci uniscono, tanto il lavoro che insieme possiamo fare; ma, come dicevo, noi siamo in un tempo nel quale le certezze sembrano venire meno. Però, a maggior ragione, quando sembra che le certezze vengano meno, le certezze che hai devi tenerle strette, e questo è sicuramente quello che l’Italia fa con la sua solida partnership con l’Azerbaigian».
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