Un evento a lungo atteso
La visita di Leone XIV a La Sapienza, nessun tumulto dopo 17 anni. Fisichella: “Simpatia particolare tra il Papa e i giovani”
Come ha spiegato l'arcivescovo, il pontefice ha lasciato trasparire l’interesse, l’affetto e l’amicizia che nutre verso i ragazzi, suscitando entusiasmo anche durante il Giubileo. Senza dimenticare che diverse volte ha chiesto ai pastori della Chiesa e ai vescovi di fare attenzione ai giovani.
Si terrà oggi la visita a lungo attesa di Papa Leone XIV all’università La Sapienza. Parliamo di un evento importante, visto che l’ultima volta, nel 2008, Ratzinger fu costretto ad annullare la visita a causa delle proteste. È quindi opportuno fare un salto all’indietro di 17 anni ricordando che, fin dal novembre dell’anno prima, 67 docenti avevano firmarono una lettera in cui definivano «incongrua» la presenza del Vescovo di Roma. Ma non solo, perché i collettivi studenteschi di sinistra diedero il proprio contributo, prendendo parte a scontri e occupazioni. In sostanza, la Santa Sede di volersi intromettere nella vita accademica. A causa delle grandi contestazioni e del clima di tensione, alla fine il Vaticano decise di declinare l’invito per il 15 gennaio 2008.
Stavolta però le cose sono andate diversamente, come ha spiegato monsignor Rino Fisichella in un’intervista su Avvenire: «Credo che ci sia una simpatia particolare tra i giovani e il Papa, perché lui lascia trasparire l’interesse, l’affetto, l’amicizia che nutre nei loro confronti. Se vogliamo ritornare al Giubileo, è ovvio, io vedevo il Papa da vicino, vedevo i suoi sguardi, vedevo i suoi gesti, posso dire quanto entusiasmo ha suscitato, ed eravamo ancora nelle prime settimane della sua elezione». Inoltre, «in molte delle sue sollecitazioni, in diversi discorsi, il Papa ha chiesto ai vescovi, ai pastori della Chiesa, di fare particolare attenzione ai giovani. Quindi non solo c’è una simpatia nei loro confronti, ma c’è anche una forte preoccupazione pastorale».
La visita di Papa Leone XIV a La Sapienza: polemiche lontane dopo 17 anni
L’arcivescovo ha poi ricordato che «il Papa per sua vocazione, per sua natura, è il pastore di tutti. Quello che si nota, e che si è visto anche durante il Giubileo, è il suo desiderio di arrivare a tutti. Credo che questa sia anche la tensione che lo caratterizza». Inoltre, «nei viaggi che sta facendo, anche molto brevi, si percepisce il desiderio di arrivare a ogni uomo e donna. Le visite negli altri Paesi che il pontefice ha condotto in pochi mesi sono serviti «per poter dire a tutti che il Papa, il Vescovo di Roma, non è lontano! Credo che questo sia un messaggio che arrivi anche oltre le parole». In conclusione, monsignor Fisichella ha evidenziato l’importanze delle «immagini che vedono Leone XIV parlare il più possibile nella lingua dei popoli, toccare le loro mani. Credo che sia ugualmente un insegnamento non scritto, che però raggiunge il cuore delle persone».
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