L'intervista
“La mia vita in sedia a rotelle inutile? Ecco cosa rispondo a Giannini”: Gianfranco Paglia asfalta il giornalista
Il militare sulla sedia a rotelle dal 1993 per l'attentato a Mogadiscio censura le parole del giornalista: mortifica le famiglie che hanno figli con disabilità
Gianfranco Paglia, medaglia d’oro al valore militare, da 33 anni sulla sedia a rotelle per l’attentato subito in Somalia, già deputato della Repubblica, sceglie il Secolo d’Italia per replicare alle farneticazioni di Massimo Giannini (“Questo governo fa una vita inutile come un centenario che è su una sedia a rotelle”) che hanno suscitato scalpore e indignazione da parte di Fratelli d’Italia.
Cosa ha provato quando ha visto quella dichiarazione?
«Sono parole squallide e che mi meravigliano, perché dette da una persona che reputavo intelligente. La vita è unica a prescindere se si è disabili o meno. Personalmente la mia non è una vita inutile anche se sono da 33 anni in carrozzina. Non auguro a nessuno di vivere una disabilità, ma sulla mia carrozzina vado a testa alta. Non so come possa essere venuta in mente questa frase a Giannini».
Cosa l’ha sorpresa di più oltre al tenore delle dichiarazioni?
«Che siano venute da un giornalista che si definisce progressista. E che avrebbe bisogno di frequentare persone che vivono la disabilità in maniera degna; persone che danno tanto al proprio paese a prescindere da ciò che fanno o meno».
Lei come si sente da disabile rispetto a queste frasi?
«A differenza di chi utilizza le proprie gambe per scappare dietro l’angolo, io giro fortissimo nelle scuole e i giovani la disabilità nemmeno la vedono. Ma al di là del mio caso, nel quale c’è sempre stato il sostegno del Ministero e dell’Esercito, sono tante le persone con disabilità felici e straordinarie».
Si aspettava reazioni politiche diverse?
«Io personalmente non vedo differenze politiche. Mi meraviglio che, oltre a FdI, non ci siano stai altri tipi di reazione dagli altri partiti. E’ necessario che la politica non si divida perché la disabilità non ha colore politico. E credo che l’Ordine dei giornalisti sia chiamato a intervenire perché in questo caso la libertà di opinione non c’entra niente».
Qual è l’effetto negativo di una frase del genere?
«Far sentire alle persone disabili una debolezza che non esiste. Mortificare famiglie che hanno figli con disabilità ma che vanno avanti portando a termine delle cose straordinarie. Io mi sento un privilegiato in questo senso ma voglio ricordare le parole più volte espresse dal presidente Mattarella sulla forza della disabilità come motore di bellezza e di affermazione».
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