L'esclusiva del New York Post
«Ivanka Trump nel mirino di un terrorista legato ai pasdaran»: chi è l’iracheno arrestato
Il quotidiano Usa riferisce di un piano per uccidere la figlia del presidente Usa come vendetta per la morte del generale Qassem Soleimani: «L'uomo era in possesso delle mappe della tenuta in Florida»
Ivanka Trump sarebbe finita nel mirino di un terrorista legato ai pasdaran, deciso a vendicare la morte del generale Qassem Soleimani, eliminato dagli Stati Uniti in un raid a Baghdad nel gennaio del 2020. È quanto riporta il New York Post, citando proprie fonti e la testimonianza dell’ex addetto militare dell’ambasciata irachena a Washington, Entifadh Qanbar.
L’arresto dell’iracheno Al-Saadi
Il Post identifica l’uomo che avrebbe «giurato» di uccidere Ivanka con il 32enne iracheno Mohammad Baqer Saad Dawood Al-Saadi, arrestato in Turchia il 15 maggio e consegnato alle autorità statunitensi con l’accusa di terrorismo «per le sue attività – si legge sul sito del Dipartimento di Giustizia Usa – come membro di Kataib Hezbollah e del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC), incluso il suo coinvolgimento in quasi 20 attentati e tentativi di attentato in Europa e negli Stati Uniti». Il sito del Dipartimento ricorda inoltre che Kataib Hezbollah è stata designata dagli Usa come «organizzazione terroristica straniera» e riporta le parole del vicedirettore dell’Fbi, James C. Barnacle Jr, in relazione all’arresto di Al-Saadi: «Nell’arco di soli tre mesi avrebbe diretto 18 attacchi terroristici in tutta Europa, anche contro cittadini e interessi degli Stati Uniti, e avrebbe pianificato di condurre un attacco simile qui nel nostro Paese».
Il piano per uccidere Ivanka Trump
Secondo quanto riferito dalle fonti al New York Post, Al-Saadi sarebbe riuscito a ottenere una planimetria della residenza di Ivanka Trump in Florida. «Dopo l’uccisione di Qassem, lui (Al-Saadi) andava in giro a dire alla gente: “Dobbiamo uccidere Ivanka per dare fuoco alla casa di Trump, così come lui ha dato fuoco alla nostra”», sono state le parole di Entifadh Qanbar, ex vice addetto militare presso l’ambasciata irachena a Washington, riportate dal Post, che riferisce di aver avuto conferma del piano anche da una seconda fonte.
La mappa della proprietà in Florida della figlia del presidente Usa
Sul quotidiano Usa si legge inoltre che Al-Saadi avrebbe pubblicato su X una mappa della proprietà di Ivanka e del marito Jared Kushner in Florida, insieme «a una minaccia agghiacciante in arabo» contro la famiglia Trump e i servizi segreti americani.
Tra i numerosi episodi contestati ad Al-Saadi, il New York Post, facendo riferimento al Dipartimento di Giustizia, cita il lancio di molotov contro la Bank of New York Mellon ad Amsterdam, un accoltellamento di due cittadini ebrei a Londra e una sparatoria presso il consolato Usa di Toronto. Le autorità federali lo collegano inoltre a incendi dolosi contro luoghi di culto ebraici in Belgio e nei Paesi Bassi.
Il legame di Al-Saadi con i pasdaran
Secondo quanto riferito ancora da Entifadh Qanbar, Al-Saadi sarebbe cresciuto a Baghdad per poi essere addestrato in Iran dai pasdaran dopo la morte del padre, il generale iraniano Ahmad Kazemi. Qanbar ha sostenuto che il sospetto terrorista avrebbe usato una presunta agenzia di viaggi religiosi, da lui fondata, per spostarsi all’estero e creare collegamenti con cellule estremiste. Al-Saadi era molto attivo sui social, dove pubblicava immagini di simboli militari iraniani e messaggi di sostegno a Soleimani. Attualmente si trova detenuto in isolamento nel Metropolitan Detention Center di Brooklyn. «Al-Saadi era in possesso anche di un passaporto di servizio iracheno, un documento di viaggio speciale rilasciato ai dipendenti pubblici e ai funzionari governativi di quel paese, che può essere ottenuto solo con il consenso del Primo Ministro iracheno», si legge ancora sul New York Post, citando una spiegazione ottenuta da Qanbar. «L’avvocato di Al-Saadi non ha risposto alla richiesta di commento del Post», riferisce ancora la testata.
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Italpress - di Italpress