La mutua assistenza
Incontro tra Xi e Putin: i due leader confermano l’alleanza. E sull’Ucraina è silenzio tombale…
Dalla diplomazia allo scambio commerciale, Pechino e Mosca sembrano perfettamente sintonizzate sullo stesso canale. Dalle notizie disponibili, però, avrebbero sorvolato sulla guerra a Kiev, con un focus sulla crisi in Medio Oriente. Intanto il Financial Times rivela: "L'Ue pensa a Draghi o Merkel come mediatori con lo zar"
Esteri - di Gabriele Caramelli - 20 Maggio 2026 alle 09:45
Tappeto rosso per Vladimir Putin in Cina, che davanti alla “Sala del popolo” ha incontrato il suo omologo Xi Jinping. In occasione del 25esimo anniversario del “Trattato di Buon Vicinato e della cooperazione Amichevole” firmato nel 2001, i due leader hanno rinsaldato asse e intenti comuni. Il presidente russo ha spiegato che Mosca e Pechino hanno costruito «un’incrollabile alleanza», sottolineando come le loro relazioni diplomatiche siano «a livelli senza precedenti. È dello stesso avviso anche il segretario del Partito comunista cinese, che ha tenuto a precisare come i rapporti tra i due Paesi stiano entrando «in una nuova fase» caratterizzata da «maggiori risultati e uno sviluppo più rapido». Prima del suo discorso d’apertura, Putin ha citato un proverbio cinese, forse per entrare in sintonia con la delegazione cinese: «Non ci vediamo da un giorno, eppure sembra siano passati tre autunni».
L’incontro tra Putin e Xi Jinping: una relazione di “mutuo soccorso”
Nel corso dell’incontro, Putin ha tenuto a precisare che «sullo sfondo della crisi in Medio Oriente, la Russia continua a mantenere il ruolo di fornitore affidabile di risorse, mentre la Cina quello di consumatore responsabile». Poi ha sostenuto che attualmente «è in corso il complesso processo di formazione di un mondo policentrico basato sull’equilibrio degli interessi di tutti i suoi partecipanti. Insieme ai nostri amici cinesi, difendiamo la diversità culturale e di civiltà e il rispetto per lo sviluppo sovrano degli Stati, e ci impegniamo a costruire un ordine mondiale più giusto e democratico».
Inoltre, sul piano concreto, il capo del Cremlino ha ricordato l’importanza dell’esenzione del visto su base reciproca per i due Paesi, annunciando una nuova cooperazione nel settore dell’istruzione. Tra le rivendicazioni del presidente russo c’è stato anche il volume positivo dello scambio commerciale tra Mosca e Pechino, che è cresciuto «trenta volte nell’ultimo quarto di secolo» e che «per diversi anni consecutivi ha superato agevolmente la soglia dei 200 miliardi di dollari».
Gli intenti comuni di Mosca e Pechino: lottare contro l’unilateralismo
Dal canto suo, Xi ha confermato l’importanza della Russia come alleato della Cina, rinnovando il “Trattato di buon vicinato”. Quanto alla situazione in Medio Oriente, ha evidenziato che «un cessate il fuoco completo è della massima urgenza, riprendere le ostilità è ancora più sconsigliabile e mantenere i negoziati è particolarmente importante». Ma sull’invasione dell’Ucraina è calato un silenzio tombale, come se la questione non esistesse. Secondo il leader della Repubblica popolare Cina e Russia devono adoperarsi «per rendere il sistema di governance globale più giusto e ragionevole» a fronte del «riemergere dell’unilateralismo e dell’egemonismo».
Nello specifico, i due Paesi dovrebbero «dovrebbero adottare una prospettiva strategica a lungo termine, promuovere lo sviluppo e la rivitalizzazione dei rispettivi Paesi attraverso un coordinamento strategico globale di maggiore qualità». Secondo il presidente cinese, questo è un compito da cui Russia e Cina non possono esimersi, vista la loro posizione di rilievo come membri permanenti del Consiglio di sicurezza all’Onu.
L’Ue pensa a Drahi e Merkel per mediare sul conflitto in Ucraina
Secondo una rivelazione del Financial times, l’Unione europea starebbe prendendo in considerazione l’idea di nominare un rappresentante speciale per gli eventuali colloqui con Putin sulla fine della guerra in Ucraina. Tra i nomi messi in discussione ci sarebbero quelli dell’ex presidente del Consiglio Mario Draghi e dell’ex cancelliera tedesca, Angela Merkel. In base a quanto trapelato, i ministri degli Esteri europei dovrebbero discutere sull’incarico da conferire in un incontro a Cipro previsto la prossima settimana.
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