In cerca di un perché
Maldive, recuperati gli ultimi due corpi dei sub italiani. E spunta una nuova ipotesi sulla tragedia: sub risucchiati in grotta dall'”Effetto Venturi
Lo strazio di Carlo Sommacal, marito e padre di due delle vittime: «Ho paura che mi possa venire un infarto davanti ai loro corpi e che mio figlio possa restare da solo per tutta la vita»
Si chiude il cerchio del recupero dei corpi, ma non di una tragedia senza fine. Ieri il team di sub esperti finlandesi ha riportato in superficie le salme di Monica Montefalcone e di Federico Gualtieri dalla grotta di Alimathà, quella di Gianluca Benedetti, ritrovato nei giorni scorsi, è già in Italia. Oggi, dal buio delle profondità marine delle Maldive sono riemersi grazie ai tecnici specializzati gli altri due corpi dei sub italiani morti giovedì scorso durante un’immersione. Si tratta di Muriel Oddenino, biologa marina e ricercatrice, e della 22enne Giorgia Sommacal, figlia della professoressa Monica Monfalcone: sono a bordo della barca appoggio, fanno sapere fonti della Farnesina.
Maldive, recuperati gli ultimi due corpi dei subacquei italiani
Sempre martedì i tre sub finlandesi impegnati nelle operazioni di recupero hanno consegnato nel frattempo alla polizia le telecamere GoPro e diverse attrezzature subacquee recuperate all’interno del sistema di grotte dove sono stati ritrovati gli italiani. Secondo quanto riferito su X dall’account Maldives Security Desk, il materiale è ora al vaglio degli investigatori maldiviani, che stanno ricostruendo la dinamica dell’accaduto. Per gli inquirenti, i dispositivi potrebbero fornire elementi chiave per chiarire gli ultimi momenti, compreso il percorso seguito dai sub italiani. La profondità raggiunta. Le condizioni di visibilità e le eventuali difficoltà tecniche incontrate all’interno delle grotte.
La nuova ipotesi: l’effetto Venturi
Non solo. In una conversazione del presidente della Società italiana di medicina subacquea e iperbarica, Alfonso Bolognini con l’Adnkronos si fa strada l’ipotesi di una possibile causa della tragedia. A detta dell’esperto, i sub italiani morti alle Maldive erano troppo esperti per improvvisare una visita alle grotte senza l’adeguata preparazione di cui erano perfettamente al corrente vista la loro alta preparazione. Dunque, avrebbero fatto un sopralluogo visivo per una futura esplorazione e sono invece stati risucchiati all’interno da una fortissima corrente provocata dalla particolare conformazione del sito subacqueo caratterizzato da entrata e uscita: un “effetto Venturi” ai -50 metri.
Intanto la Procura di Roma indaga per omicidio colposo
Nel frattempo a Roma si procede per omicidio colposo nel fascicolo avviato dalla procura capitolina in relazione alla morte dei cinque italiani. I pm della capitale una volta che i corpi saranno riportati in Italia conferiranno gli incarichi per le autopsie e affideranno una delega di indagine per compiere tutti gli accertamenti necessari a stabilire le cause dei decessi avvenuti durante l’esplorazione di alcune grotte a 60 metri di profondità. La delega riguarderà anche l’ascolto dei connazionali che erano a bordo della safari boat Duke of York.
Lo strazio di Carlo Sommacal, marito e padre di due delle vittime
Ma, al di là dei rilievi tecnici di un’indagine internazionale e delle complesse ipotesi scientifiche, si consuma il dramma devastante e silenzioso di chi resta. La tragedia delle Maldive, che ha strappato alla vita cinque sub italiani esperti, assume i contorni di un calvario insopportabile per Carlo Sommacal, l’uomo che in un solo colpo ha visto svanire la moglie, la professoressa Monica Monfalcone. E la figlia ventidueenne Giorgia. Un doppio lutto che toglie il respiro. E un vuoto assoluto in cui l’unica priorità resta la protezione dell’altro figlio, Matteo, di appena vent’anni. Le parole di Sommacal, intercettate in queste ore di strazio, non sono allora solo il grido di un uomo spezzato. Ma il manifesto di una sofferenza che scava fin dentro le viscere, sospesa tra il doloroso sollievo del ritrovamento dei resti. E il terrore del momento in cui dovrà guardarli per l’ultima volta.
Maldive, una tragedia iscritta nel dolore delle parole di chi resta
Sì, perché la chiusura di questa drammatica vicenda non è scritta solo nei fascicoli della Procura di Roma, che ora indaga per omicidio colposo. Né nelle schede di memoria delle GoPro consegnate agli inquirenti maldiviani. Il vero finale, sospeso e doloroso, è quello racchiuso nella confessione più intima e straziante di Carlo Sommacal: «Ho paura che mi possa venire un infarto davanti ai loro corpi e che mio figlio possa restare da solo per tutta la vita».
Un timore che fotografa la fragilità di un uomo rimasto a fare da scudo al figlio superstite, mentre chiede sommessamente tra le righe che sia il suocero a trovare la forza per quell’ultimo, devastante riconoscimento. Contro il buio di quella grotta a 50 metri di profondità che ha inghiottito i suoi affetti più cari, a Carlo Sommacal non resta che un’unica, disperata difesa: «Le voglio ricordare con quel sorriso radioso che mi riscalda il cuore».
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