Domani in Vaticano
Incontro Prevost-Rubio, Parolin: “Lo ascolteremo ma non potremo non parlare di quanto accaduto”
Il Segretario di Stato americano, cattolico, arriva a Roma dopo gli attacchi di Donald Trump al Pontefice
Domani, 7 maggio, in Vaticano, Papa Leone, al secolo Robert Prevost, incontrerà il suo connazionale Marco Rubio, segretario di Stato americano. Un incontro che arriva dopo giorni di tensioni, (con le due accuse rivolte da Trump al Papa) e su cui si è espresso oggi il segretario di Stato della Santa Sede.
Parolin: “Saremo franchi ma interlocutori degli Usa”
“Domani ascolteremo Rubio, l’iniziativa è partita da loro, poi immagino si parlerà di quello che è successo in questi giorni, non potremo non toccare questi argomenti e poi un po’ in generale tratteremo i temi di politica internazionale, temi come l’America Latina , immagino anche Cuba, ci saranno tutti i temi più caldi”. Il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, sintetizza così i temi che domani saranno trattati in Vaticano in occasione dell’incontro con il segretario di Stato americano, Marco Rubio. Quanto ad una proposta della S. Sede per la soluzione del conflitto in Iran, Parolin ricorda che “proposte ci sono sempre state. Questi conflitti non si possono risolvere con la forza ma vanno risolti attraverso un negoziato sincero, che tutte le parti trovino un punto di convergenza”, ha aggiunto il porporato. Parlando degli attacchi di Trump al Pontefice, Parolin ha osservato nel dettaglio: “Non vorrei entrare in giudizi personali, io credo che il Papa fa quello che deve fare. Attaccarlo in questa maniera mi pare un po’ strano, perlomeno”. Gli Usa restano un interlocutore? “E come si fa a prescindere dagli Usa? Non si può. Nonostante le difficoltà, restano interlocutori perché hanno un ruolo in tutte le situazioni che viviamo . Molti Paesi – annota Parolin – dicono che gli Usa devono intervenire, che si devono dare da fare, quindi c’è sempre un riferimento a loro”. Conta più su Rubio o Trump? “Io non conto su nessuno, conto su nostro Signore Gesù Cristo”, ha chiosato il segretario di Stato vaticano.”.
Gli attacchi di Trump al Papa
Per ben due volte in poche settimane Donald Trump ha attaccato Papa Leone. Prima ha definito la sua elezione a Pontefice frutto indiretto del suo ritorno alla Casa Bianca. Poi lo ha definito non un esempio per i cristiani. Accuse a cui il Santo Padre ha risposto con serenità ribadendo di non essere “un avversario politico di Trump” ma di dover semplicemente portare avanti la sua missione evangelica.
Il cattolico Rubio e il “cristiano non confessionale” Trump
Anche Rubio, come il vicepresidente Vance, è cattolico. Nato e battezzato nella Chiesa cattolica a Miami da genitori cubani, Rubio ha avuto un percorso religioso variegata. Durante l’infanzia a Las Vegas si è convertito per un periodo al mormonismo insieme alla sua famiglia, per poi tornare al cattolicesimo e ricevere la prima comunione nel 1984.Sebbene abbia frequentato per alcuni anni una chiesa evangelica (la Christ Fellowship), si professa oggi profondamente cattolico. Marco Rubio, sempre nella giornata di domani, incontrerà alle 11,30 a Palazzo Chigi il presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Donald Trump ha una formazione protestante ma negli ultimi anni ha modificato la sua identità religiosa. Dall’ottobre 2020, Trump ha dichiarato di non considerarsi più presbiteriano, definendosi invece un cristiano non confessionale (non-denominational).
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