L'ultima profanazione
Inaccettabile sfregio ai cristiani in Terra Santa (e non solo): ebreo radicale sputa sulla statua della Madonna (video)
Escalation di fanatismo ebraico: dopo il crocifisso preso a martellate e la sigaretta in bocca alla scultura della Vergine Maria, ora lo scempio di Gerusalemme. Padre Faltas, direttore delle scuole della Custodia di Terra Santa: «Gesto grave, fermare gli atti che ostacolano la pace»
Un video girato a Gerusalemme durante la Processione delle Bandiere ha suscitato polemiche e indignazione nel mondo cristiano. Nelle immagini, diffuse sui social da Wadie Abunassar, coordinatore del Forum dei Cristiani di Terra Santa, si vede un uomo sputare contro una statua della Vergine Maria vicino alla Porta Nuova della Città Vecchia.
Ancora un sfregio, un’ennesima ferita inferta al cuore della cristianità da soldati o ignoti ai più fanatici israeliani. Prima, in Libano, l’oltraggio intollerabile del crocifisso con Gesù Cristo che un soldato dell’Idf ha preso a martellate in diretta video, e poi pedissequamente postato sui social. Poi, ancora dal Libano, la vergognosa pantomima, a sua volta rigorosamente immortalata online, della sigaretta che un altro militare israeliano ha pensato bene di infilare in bocca alla statua della Madonna.
Ancora uno sfregio, ebreo radicale sputa sulla statua della Madonna
Dunque ora, da Gerusalemme, l’ultimo vergognoso capitolo di una striscia di profanazioni che sta suscitando profonda indignazione nel mondo cristiano. Un nuovo video, denunciato sui social da Wadie Abunassar (coordinatore del Forum dei Cristiani di Terra Santa), mostra un ebreo radicale – partecipante alla “Processione delle Bandiere” – mentre sputa con disprezzo sulla statua della Vergine Maria presso la Porta Nuova, nella Città Vecchia.
Un ulteriore, inaccettabile sfregio su cui, nel condividere le sconcertanti immagini sui social (che riportiamo di seguito), Wadie Abunassar, coordinatore del Forum dei Cristiani di Terra Santa, sottolinea: «Un altro episodio offensivo contro un simbolo cristiano da parte di un ebreo radicale, un partecipante alla Processione delle Bandiere che sputa sulla statua della Vergine Maria presso la Porta Nuova nella Città Vecchia di Gerusalemme. È urgente chiedere conto delle sue azioni e avviare un percorso di rieducazione», scrive su X.
La marcia delle bandiere a Gerusalemme per molti coloni è stata l’occasione per praticare attivamente l’ “antica tradizione ebraica” di sputare su ciò che è cristiano. Qui ne fa le spese la Statua della Vergine Maria, davanti ad una chiesa di Bab Al-Khalil. pic.twitter.com/vKRIT6Ir5m
— Monica Bergamaschi (@MonicaBergamas9) May 15, 2026
Scempio senza fine e gesti di odio cieco
Ma come anticipato, quest’ultimo scempio registrato e rilanciato sul web, non è purtroppo un caso isolato. Solo pochi giorni fa, sempre a Gerusalemme, un colono era stato ripreso dalle telecamere della cattedrale armena mentre sputava sul portone sacro indirizzando insulti e dito medio ai fedeli. Atti di intolleranza che si sommano ai gravissimi episodi di vandalismo compiuti da alcuni militari dell’Idf nel sud del Libano, in particolare nel villaggio cristiano di Debel, dove si è assistito prima allo scempio di un soldato che si è scattato un selfie deridendo l’immagine della Vergine con una sigaretta. E precedentemente, al raid a colpi di mazza contro un’icona di Gesù Cristo staccata dalla croce.
Inevitabili le conseguenze politico-diplomatiche. Di fronte a questa scia di provocazioni anticristiane, infatti, le reazioni istituzionali sono state durissime. Se da un lato il Patriarca Latino di Gerusalemme, il cardinale Pizzaballa, e il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani hanno subito espresso ferma condanna dell’accaduto. E le stesse autorità israeliane sono dovute intervenire per arginare il danno d’immagine sul fronte internazionale. Uno sfregio a fronte del quale lo stesso premier Netanyahu non ha potuto che dirsi «rattristato», seguito a stretto giro dai vertici dell’Idf che non hanno mancato di definire tali comportamenti «incompatibili con i valori dell’esercito».
Padre Faltas dopo lo sputo alla statua della Madonna: «Gesto grave, fermare gli atti che ostacolano la pace»
«Un gesto grave e irrispettoso. Spero nell’intervento di chi può fermare questi episodi che ostacolano ogni tentativo di costruire percorsi di pace in Terra Santa e ovunque non si rispetti la vita e la libertà degli esseri umani», sottolinea padre Ibrahim Faltas, direttore delle scuole della Custodia di Terra Santa, dopo il nuovo episodio di intolleranza verso i simboli cristiani da parte di ebrei nazionalisti. Quindi aggiunge: «Un ennesimo episodio che rivela il clima di tensione nella Città Vecchia di Gerusalemme. Un altro video che dimostra il disprezzo nei confronti di segni, di statue, di simboli significativi della religione cristiana», denuncia a cuore aperto il frate francescano, tra le voci più autorevoli di Terra Santa.
E allora, per quanto per i militari responsabili degli sfregi si sia passati dai trenta giorni di carcere fino alle procedure per il congedo con disonore, con la promessa di restaurare i simboli violati, l’ultimo oltraggio perpetrato dall’ebreo radicale con l’ignobile gesto dello sputo alla statua della Madonna infligge una ferita che ancora sanguina e rinfocola l’allarme su un clima di odio teologico e di fanatismo religioso che rischia di cancellare il rispetto per i luoghi sacri della cristianità in Terra Santa.
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