Focolaio a bordo
Hantavirus: nave diretta a Tenerife. Tre passeggeri evacuati, l’Ue convoca una riunione
Oggi si riunisce il Comitato per la sicurezza sanitaria. Intanto è stata resa nota la nazionalità delle persone scese dall'imbarcazione: sono un britannico, un olandese e un tedesco
Sono state evacuate dalla nave da crociera MV Hondius due persone in gravi condizioni. L’imbarcazione è colpita da un focolaio confermato di Hantavirus. Sono arrivate nei Paesi bassi per ricevere cura, mentre una terza persona, in condizioni stabili, sarebbe a bordo di un volo di evacuazione che ha subito un ritardo. Le informazioni sono state riferite da un operatore Oceanwide Expeditions, secondo quanto riporta la Bbc. I tre evacuati sono un britannico, un olandese e un tedesco. E proprio quest’ultimo, il cittadino tedesco di 65 anni era “strettamente associato” a una donna sua connazionale morta a bordo della nave il 2 maggio. Sono in totale 3 le persone decedute a bordo della nave da quando è salpata dall’Argentina un mese fa. In queste ore sta facendo rotta verso le isole Canarie, in Spagna, dopo essere rimasta ancorata per tre giorni al largo di Capo Verde.
Evacuato anche un membro dell’equipaggio
Tra gli evacuati c’è anche un 41 enne olandese, membro dell’equipaggio olandese. A bordo della MV Hondius restano invece 146 persone di 23 diversi Paesi, tutte sottoposte a «rigorose misure precauzionali» come ha spiegato la compagnia. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riferito che fino a questo momento sono stati identificati otto casi di Hantavirus tra coloro che erano sulla nave: tre confermati e cinque sospetti. L’Oms ha inoltre dato conferma che un uomo rientrato in Svizzera dopo essere stato sbarcato dalla nave è risultato positivo ed è ricoverato in un ospedale di Zurigo. «Il paziente aveva risposto a un’email dell’operatore della nave che informava i passeggeri dell’evento sanitario» ha detto il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus. Le autorità sanitarie sudafricane hanno riferito che il ceppo andino dell’Hantavirus, diffuso in America latina, è stato rilevato in due dei pazienti confermati. Gli esperti hanno osservato in precedenti focolai che questo ceppo può trasmettersi tra persone in stretto contatto.
Continua l’attività di tracciamento e il riscontro sui decessi
E mentre continuano le attività di tracciamento le autorità hanno precisato che una delle persone decedute aveva il virus, mentre le altre due morti sono ancora oggetto di indagine. Nessuna delle tre persone evacuate è finora risultata positiva, ma due mostrano i sintomi del virus, che si trasmette in genere dai roditori. In questa particolare circostanza gli esperti ritengono invece possibile che ci sia stata una trasmissione tra persone entrate in contatto ravvicinato.
La nave in viaggio verso Tenerife
Le autorità sanitarie hanno comunque sottolineato che il rischio per il pubblico più ampio resta basso:una volta arrivati a Tenerife tutti i passeggeri a bordo saranno sottoposte a valutazione medica. La ministra della Sanità spagnola Monica Garcia ha assicurato che l’operazione «eviterà il contatto» con i cittadini delle Canarie e non comporterà «alcun rischio» per loro. La responsabile dell’Oms Maria Van Kerkhove ha spiegato che la trasmissione dell’ Hantavirus «è molto diversa dal Covid e dall’influenza. Non stiamo parlando di contatti casuali da molto lontano l’uno dall’altro» bensì di «contatto davvero fisico».
Ue: oggi riunione per sicurezza sanitaria
Intanto l’Unione europea comincia a riunire gli organismi competenti di sicurezza sanitaria per parlare del caso Hantavirus. «La Commissione sta organizzando una riunione di follow-up del Comitato per la sicurezza sanitaria il 7 maggio con i paesi dell’UE/SEE i cui cittadini si trovano a bordo della nave e dovrebbero essere rimpatriati» ha detto il portavoce della Commissione Ue per la Salute, Eva Hrncirova riguardo alla situazione sanitaria della nave da crociera MV Hondius.
Situazione monitorata
La portavoce dell’Ue ha anche spiegato che «La situazione è attentamente monitorata e l’attuale valutazione preliminare indica un basso rischio per la popolazione generale. La salvaguardia della salute pubblica rimane la nostra assoluta priorità. Rimaniamo vigili, monitoriamo attentamente la situazione e lavoriamo in stretto coordinamento con tutte le autorità degli Stati membri interessati, l’OMS e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), per garantire una risposta rapida ed efficace in ogni fase».
Da quanto si apprende la Commissione è stata in stretto contatto con le autorità spagnole, che hanno attivato il meccanismo di protezione civile dell’UE. «Rimaniamo in contatto per valutare le esigenze e il possibile supporto. L’ECDC ha inviato» ieri, 6 maggio «un esperto della task force sanitaria dell’UE a imbarcarsi sulla nave. La Commissione ha organizzato una riunione del Comitato per la sicurezza sanitaria, il forum principale per il coordinamento con gli Stati membri in materia di preparazione e risposta sanitaria, con la partecipazione dell’OMS e dell’ECDC. L’ECDC valuta attualmente il rischio come molto basso per l’UE/SEE» ha concluso il portavoce della Commissione.
Pregliasco e la corretta informazione
Il direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano, Fabrisco Pregliasco, in una nota evidenzia la necessità di una informazione corretta e spiega che «Sul caso dell’hantavitus è importante evitare inutili allarmismi. Le autorità sanitarie stanno facendo ciò che normalmente si fa in presenza di un focolaio internazionale: monitoraggio, informazione alle strutture di frontiera e coordinamento con gli organismi internazionali. Non siamo di fronte a una situazione assimilabile a quella vissuta con il Covid. L’hantavirus è noto da tempo e presenta modalità di trasmissione molto diverse, generalmente legate al contatto con roditori infetti. Dopo la pandemia, però, termini come ‘allerta’ o focolaio’ hanno sicuramente un forte emotivo sull’opinione pubblica. Per questo è fondamentale accompagnare le attività di sorveglianza sanitaria con una comunicazione equilibrata, trasparente e proporzionata al rischio reale» conclude Pregliasco.
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