Colloquio "franco e aperto"
Mattarella sente Herzog: “Basta guerra permanente. Inaccettabili gli attacchi al contingente Unifil”
Basta con lo stato di guerra permanente in Medioriente. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso del colloquio telefonico con il presidente di Israele Isaac Herzog. È stato il vice di Netanyahu a chiamare l’inquilino del Colle. Il colloquio viene definito da fonti del Quirinale “franco e aperto”. Mattarella ha sottolineato l’urgente necessità di abbandonare in Medio Oriente lo stato di guerra permanente. E ha detto apertamente di trovare “inaccettabili” gli attacchi effettuati nei confronti delle truppe impegnate nel contingente Unifil. Il presidente italiano ha sottolineato anche la necessità del rispetto del diritto della navigazione nelle acque internazionali.
Mattarella sente Herzog: inaccettabili gli attacchi contro il contingente Unifil
In occasione del colloqui telefonico Mattarella ha ribadito l’impegno determinato della Repubblica italiana contro ogni atto di antisemitismo. Il colloquio giunge poche ore dopo la notizia di un nuovo attacco contro una base italiana di Unifil, nel sud del Libano. In una nota su Telegram, la missione delle Nazioni Unite ha riferito che ieri pomeriggio “un drone presumibilmente di Hezbollah è esploso all’interno del quartier generale di Naqoura”, dove si trovano i soldati italiani. “Nessuno è rimasto ferito, ma qualche edificio è stato danneggiato”, fa sapere ancora Unifil, esprimendo “preoccupazione per le attività di Hezbollah e dei soldati israeliani vicino alle posizioni dell’Onu”.
Netanyahu visita segretamente gli Emirati Arabi
Intanto nel pieno dell’Operazione ‘Ruggito del Leonè il primo ministro Benjamin Netanyahu ha visitato segretamente gli Emirati Arabi Uniti. E ha incontrato il presidente degli Emirati Arabi Uniti, lo Sceicco Mohammed bin Zayed. “Questa visita – comunica una nota dell’ufficio del premier – ha portato a una svolta storica nelle relazioni tra Israele e gli Emirati Arabi Uniti”.
Ultima notizia
Convegno in Senato
Il Mediterraneo cambia asse, la Sicilia torna ad essere crocevia strategico per l’Italia e per l’Europa
Politica - di Alice Carrazza