La vera storia
Genova, Bucci spegne le polemiche sull’adunata degli Alpini: “Furono tra i primi ad arrivare dopo il crollo del Ponte Morandi”
Chi ha visto gli alpini, si ricorderà sicuramente della «lunga penna nera», che compare da sempre sui loro cappelli e che loro rivendicano con orgoglio nel canto militare. Ma c’è chi, come il governatore della Liguria Marco Bucci, conserva delle memorie personali e commoventi sulle manifestazioni del corpo d’armata. Ne ha parlato proprio alla 97esima Adunata Nazionale Alpini di Genova: «Ero giovane nell’80, mi ricordo eventi anche di sera, assieme agli alpini. Nel 2001, quel giorno lì, mio figlio ha fatto la comunione, quindi è stata una doppia festa e oggi è una festa per tutti».
L’ex sindaco di Genova vorrebbe che questa fosse un’occasione gioiosa «per tutti, senza polemiche, in modo che tutti capiscono quanto gli alpini hanno fatto in tutta la loro carriera, l’Associazione Nazionale Alpini ha fatto tantissimo per le situazioni di disagio, per aiutare le persone e per fare tante cose a favore della società civile. Questo va riconosciuto e soprattutto va alimentato». L’ausilio alle persone, tra l’altro, «è un dovere civico di tutti i cittadini e gli alpini lo stanno dimostrando forse meglio di tanti altri». Non sono mancati anche i ringraziamenti per ciò che i fanti di montagna «hanno fatto in passato, per quello che fanno adesso e per quello che faranno in futuro».
Bucci elogia gli Alpini: «Furono tra i primi ad arrivare a Genova dopo il crollo del Ponte Morandi»
Marco Bucci ha poi ricordato che il corpo degli alpini fu tra i primi ad arrivare a Genova, dopo il crollo del Ponte Morandi il 14 agosto 2018, per scavare tra le macerie. L’anno dopo la tragedia, il governatore ha ricordato di aver fatto richiesta per accogliere l’adunata, quando era ancora primo cittadino: «Poi ovviamente c’erano già delle precedenze, non siamo riusciti a entrare nel calendario. Nel 2022 abbiamo fatto di nuovo la domanda e finalmente nel 2024, quando ero sindaco, è stata accettata. Quindi da quell’anno abbiamo cominciato a lavorare affinché si potesse fare questa donata nel 2026, che sarà un grandissimo successo. Io ne sono assolutamente fiero, orgoglioso e contento».
Il governatore ligure spegne le polemiche sulle «Penne nere»
Quanto alle polemiche, agli imbrattamenti e alle affissioni che hanno preceduto l’adunata, il governatore ligure è stato molto chiaro: «Se ci sono delle persone, che sono un’enorme e ristretta minoranza, che non apprezzano queste cose, ognuno è libero di pensare quello che vuole. Non si è liberi di sporcare i muri, non si è liberi di fare delle affissioni che non hanno nessun senso, non si è liberi di insultare». In sostanza, ognuno «è libero di pensare quello che vuole, ma quando si fanno cose assolutamente incivili non c’è più libertà, che finisce quando comincia quella degli altri. E noi vogliamo che tutti qui a Genova si possano sentire liberi di manifestare la loro vicinanza agli alpini».
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