Più di un ragionevole dubbio
Garlasco, la lezione garantista di Nordio smonta la giustizia-spettacolo: «Irrazionale condannare (Stasi) dopo due assoluzioni»
Vecchi dubbi. Nuovi sospetti. Eterne indagini. E una certezza: la perplessità sulla Giustizia che si è espressa sul delitto di Garlasco. Un caso che torna a scuotere le fondamenta del nostro sistema giudiziario, non solo per i clamorosi colpi di scena investigativi. Ma per una riflessione di principio che tocca il cuore del garantismo. Intervenendo al Festival dell’Economia di Trento, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha sollevato un dubbio metodologico monumentale, destinato probabilmente a far discutere. Sicuramente a far riflettere: «Ho sempre pensato che fosse irrazionale condannare una persona che è stata assolta per ben due volte senza rifare ex novo il processo».
Garlasco, Nordio: «Irrazionale condannare chi è assolto due volte senza rifare il processo»
Il guardasigilli ha toccato un nervo scoperto, applicando la logica del diritto al calvario di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni dopo due assoluzioni piene nei primi gradi di giudizio. Se la regola aurea del processo penale impone la condanna solo al di là di ogni ragionevole dubbio, la decisione di ribaltare due sentenze assolutorie senza una totale riacquisizione delle prove appare, secondo Nordio, è intrinsecamente contraddittoria. Significherebbe, di fatto, considerare “irragionevoli” i magistrati che in precedenza hanno proclamato l’innocenza dell’imputato.
Il ministro Nordio torna sul caso Garlasco
Più precisamente. «Io come ministro della Giustizia e anche come ex magistrato non mi permetterei di dare giudizi su quello che sta facendo il giudice. O su quello che è stato fatto dai giudici. Mi sono sempre limitato a fare delle dichiarazioni di principio. E in questo, caso Garlasco o non Garlasco, ho sempre pensato che fosse irrazionale condannare una persona che è stata assolta per ben due volte, senza rifare ex novo il processo».
E ancora. «Perché se tu puoi condannare solo quando le prove sono al di là di ogni ragionevole dubbio significa che i due giudici che hanno assolto prima quella determinata persona erano irragionevoli. Visto che poi quella persona è stata condannata», ha detto il ministro Nordio nel corso di un’intervista con il direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci, trasmessa al carcere di Spini di Gardolo, durante il Festival dell’Economia di Trento.
La revisione del processo Stasi
Parole che risuonano come un macigno. E proprio mentre la Procura di Pavia ha chiuso una nuova, clamorosa indagine sul delitto del 2007, indicando Andrea Sempio come unico presunto responsabile della morte di Chiara Poggi. I nuovi accertamenti scientifici sul Dna sotto le unghie della vittima. E la rilettura dell’orario del decesso – che secondo la consulenza dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo collocherebbe l’omicidio mentre Stasi si trovava al computer a lavorare alla tesi – hanno spinto i pm pavesi a trasmettere gli atti alla Procura generale di Milano per valutare la revisione del processo per Stasi.
Garlasco, l’affondo di Nordio
L’affondo di Nordio, allora, squarcia il velo su un sistema che per anni ha sacrificato le garanzie individuali sull’altare del giustizialismo mediatico. Ribadendo un principio cardine: la giustizia non può procedere a tentativi sulla pelle dei cittadini che magari, alla fine, potrebbero rivelarsi innocenti…
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