Intesa trovata
Il governo spiazza tutti, udienza e risposte agli autotrasportatori a Palazzo Chigi: 300 mln e stop alle tasse, fermo sospeso. Tutte le misure
Via libera del Consiglio dei ministri al nuovo decreto carburanti: proroga del taglio delle accise e 200 milioni in più per l'autotrasporto
L’ottimismo era nell’aria prima ancora dell’appuntamento di questo pomeriggio a Palazzo Chigi. Voci di corridoio parlavano di «un moderato ottimismo» in merito ai contenuti e all’esito dell’incontro convocato a Palazzo Chigi, tra autotrasportatori e governo, nel quale si sono discusse le criticità legate al caro carburanti e le misure necessarie a sostenere le imprese del comparto, anche in vista del fermo nazionale del trasporto merci annunciato per protesta dalla categoria e in calendario dal 25 al 29 maggio.
Alla riunione, presieduta dal Presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni, hanno partecipato il vicepresidente del Consiglio e inistro delle infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini. Il ministro dell’economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti; il ministro delle imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso; il ministro per gli affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione, Tommaso Foti (in videocollegamento): il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti, Edoardo Rixi, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Alfredo Mantovano.
Presente anche Stefano Caldoro, consigliere del Presidente del Consiglio per i rapporti con le Parti sociali. Per gli autotrasportatori hanno preso parte rappresentanti delle associazioni Anita, Assotir, Cna/Fita, Confartigianato Trasporti, Confcoperative Lavoro e Servizi, Fai, Fedit, Fiap, Legacoop Produzione Servizi, Sna Casartigiani, Trasportounito e Unatras.
Non solo. Secondo quanto si apprende, durante l’incontro tra il governo e le associazioni degli autotrasportatori a Palazzo Chigi, presieduto da Giorgia Meloni, Paolo Uggè, presidente di Unatras – che raggruppa le maggiori associazioni di categoria – ha espresso soddisfazione e ha ringraziato l’esecutivo per l’ascolto. Sottolineando come sia «la prima volta in 30 anni» che vengono ricevuti da un presidente del Consiglio in Sala Verde in forma collegiale. L’incontro, definito «proficuo» da tutti i partecipanti, si è svolto in un clima «serio e responsabile», e di cauto ottimismo inziale.
Cdm e caro carburanti, gli autotrasportatori sospendono il fermo dopo l’incontro col governo
Ebbene, ottimismo confermato da un successo politico e strategico straordinario che spegne sul nascere le tensioni sociali. E mette in sicurezza l’intera filiera logistica nazionale. Sì, perché il tavolo d’emergenza convocato nel pomeriggio a Palazzo Chigi tra il governo e le associazioni degli autotrasportatori ha prodotto la sospensione immediata del fermo nazionale delle merci, inizialmente proclamato dal 25 al 29 maggio. E le agenzie battono la notizia attesa e nell’aria: sospeso il fermo del trasporto merci, annunciato dalla categoria degli autotrasportatori, che era previsto dal 25 al 29 maggio, come effetto delle misure annunciate dal governo nel corso del tavolo in corso a palazzo Chigi il cui esito sarebbe «positivo».
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In questi termini: riduzione da 60 a 30 giorni per la compensazione delle accise trimestrale. Sospensione di un mese dei versamenti fiscali per garantire liquidità alle imprese. Costituzione di una Consulta generale per l’autotrasporto per tutte le questioni normative e il confronto con il governo. Sono solo alcune delle misure illustrate oggi pomeriggio a Palazzo Chigi dal governo ai rappresentanti degli autotrasportatori, secondo quanto riferiscono questi ultimi al termine dell’incontro.
Nel dettaglio: è stata accolta la richiesta delle Associazioni di ridurre i termini per la formazione del silenzio assenso in materia di crediti d’imposta per gli autotrasportatori: a decorrere dal 1° ottobre 2026, il nuovo termine è di 30 giorni, anziché di 60, a condizione che la richiesta sia inoltrata per via telematica.
Il governo si è impegnato, inoltre, a valutare una limitata sospensione dei versamenti relativi ad alcune imposte e contributi, al fine di alleggerire temporaneamente il carico fiscale e contributivo sulle imprese dell’autotrasporto in una fase di particolare difficoltà di liquidità del settore.
E ancora. Il governo terrà conto, ogni volta che si dovesse manifestare l’esigenza di ridurre le accise, dell’impatto che tale riduzione avrebbe sul credito d’imposta riconosciuto alle imprese del settore dell’autotrasporto.
Ecco le misure del governo che hanno convinto gli autotrasportatori
In arrivo poi altri 200 milioni, che si sommano ai 100 già previsti nel primo decreto Accise a compensazione della perdite, sempre per i mezzi Euro 5 ed Euro 6, da fruire sotto forma di credito di imposta. Annunciata dal governo, inoltre, la proroga del taglio delle accise. «Difendere l’autotrasporto significa difendere il potere d’acquisto delle famiglie», avrebbe detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni all’inizio della riunione, stando a quanto riferito dai presenti. Un’equazione di base, vitale: se si bloccano i camionisti, si ferma l’approvvigionamento del Paese. E i prezzi al consumo schizzano alle stelle.
L’esito dell’incontro confluirà direttamente nei provvedimenti del Consiglio dei ministri. Ad accogliere la categoria è stata la premier Giorgia Meloni, affiancata dai ministri Giorgetti e Foti, pronti a dare risposte immediate a una crisi energetica alimentata dalle tensioni internazionali e dalla crisi iraniana. E allora, le risposte dell’esecutivo si sono tradotte in breve in un pacchetto di interventi immediati dal forte impatto economico.
1) 300 milioni di euro totali: ai 100 milioni già stanziati, si aggiungono altri 200 milioni sotto forma di credito d’imposta per i mezzi Euro 5 ed Euro 6. 2) Stop alle tasse per un mese: introdotta la sospensione mensile dei versamenti fiscali per iniettare liquidità immediata nelle casse delle imprese. 3) Sblocco della burocrazia: i tempi per la compensazione trimestrale delle accise vengono dimezzati, passando da 60 a 30 giorni. 4) Proroga strutturale: confermato il rinnovo del taglio delle accise sui carburanti alla pompa.
Per andare incontro alla categoria: la nascita di una “Consulta generale per l’autotrasporto”
Non solo. Per garantire che questo comparto non venga mai più abbandonato alla mercé delle speculazioni internazionali, il governo ha inoltre annunciato la nascita di una Consulta generale per l’autotrasporto. Uno strumento stabile di confronto normativo direttamente con Palazzo Chigi. Perché di fronte a circostanze eccezionali estranee al controllo dei singoli Stati, il governo in carica ha risposto con i fatti. La tutela del lavoro. E la protezione delle famiglie.
Pertanto, il governo terrà conto, ogni volta che si dovesse manifestare l’esigenza di ridurre le accise, dell’impatto che tale riduzione avrebbe sul credito d’imposta riconosciuto alle imprese del settore dell’autotrasporto. E il vicepresidente Salvini e il viceministro Rixi si sono impegnati a ricostituire la Consulta generale per l’autotrasporto quale organismo stabile di partecipazione e confronto con il settore, sui temi regolatori, normativi, della sicurezza e dell’organizzazione del comparto, anche oltre le attuali emergenze economiche.
E alla fine, le Associazioni hanno accolto positivamente le comunicazioni del presidente del Consiglio e della delegazione governativa. A seguito di questo, le organizzazioni che hanno proclamato il fermo nazionale dei servizi hanno convenuto di valutare, alla luce dell’evoluzione positiva del confronto, la sospensione dello sciopero convocato dal 25 al 29 maggio.