Colpevole o innocente?
Garlasco, i Poggi non hanno mai toccato i soldi di Stasi: “Siamo pronti a restituirli”. Ecco quanti sono
Alla famiglia di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007, Alberto Stasi versa 300 euro al mese in un conto bloccato, ma della somma totale vanno tolti i soldi che i genitori della vittima hanno speso per i processi, che fanno scendere i versamenti a un totale di 200mila euro, Il risarcimento stabilito dalle sentenze è pari a un milione di euro, ma dopo una lunga battaglia legale si è arrivati a un accordo transattivo di circa 700mila euro, ad oggi percepiti circa 350-400mila euro.
“Il signor Poggi da sempre ha un conto dedicato, dove ogni mese vengono accreditati questi circa 350-400 euro del lavoro di Stasi, e lui quella cifra non l’ha mai toccata, ce l’ha lì. Restituire quelle somme non comporterebbe nessun concreto, serio disagio”, ha voluto chiarire oggi l’avvocato dei Poggi, facendo riferimento a un’eventuale revisione del processo contro Stasi e a una sua eventuale assoluzione.
La famiglia Poggi e il risarcimento danni da parte di Andrea Sempio
“Dei soldi che ricevono da Stasi oggi, le garantisco che i Poggi farebbero a meno. Non vivono certo di quelli”, dice in un’intervista a Open, Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia. Un tema, quello della restituzione del denaro, che sui social viene spesso chiamato in causa per sostenere la presunta ostilità verso la nuova inchiesta che vede indagato Andrea Sempio al posto del condannato Alberto Stasi.
“Ci vorrebbe solo un po’ più di rispetto nell’immaginare una famiglia che ha avuto una figlia uccisa, con uno Stato che ha riconosciuto la responsabilità del condannato dopo due indagini a Pavia, ricorso straordinario alla Cassazione, ricorso alla Corte Europea dei diritti dell’uomo, due tentativi di revisione a Brescia… tutto sommato penso che anche i Poggi potessero e possano pensare che i circa 50 magistrati che fino ad oggi hanno visto la vicenda non abbiano sbagliato” spiega l’avvocato. Se la revisione dovesse dimostrare l’innocenza di Stasi, alla famiglia Poggi “restituire quelle somme non comporterebbe nessun concreto, serio disagio”.
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