Interlocuzione vincente
Crans Montana, Meloni incontra il presidente svizzero e ottiene lo stop alle fatture: la Svizzera cede sul fango dei rimborsi
Crans Montana, dopo il colloquio tra la premier Meloni e il presidente della Confederazione Elvetica Parmelin, Berna annuncia: «Al fine di evitare qualsiasi malinteso, la Svizzera non invierà più copie delle fatture alle famiglie delle vittime». Un impegno politico chiaro, che mette fine a un paradosso burocratico inaccettabile e restituisce dignità al dolore. Giorgia Meloni porta a casa un risultato significativo a margine del vertice della Comunità Politica Europea a Yerevan, chiudendo il caso delle fatture ospedaliere inviate alle famiglie delle vittime della tragedia di Crans Montana.
Crans Montana, il presidente svizzero incontra Meloni e fa un passo indietro sulle spese mediche
Come noto, il caso era esploso con la denuncia dei familiari dei ragazzi italiani, chiamati ad ottemperare alle richieste di pagamento esorbitanti per le cure prestate subito dopo la catastrofe e i ricoveri. Una richiesta inaccettabile. Risuonata quasi come un insulto. E che ha trovato oggi una risoluzione nell’incontro bilaterale tra Giorgia Meloni e il presidente della Svizzera, Guy Parmelin. Palazzo Chigi ha confermato che la premier ha raccolto l’impegno formale di Parmelin: alle famiglie italiane «non verrà richiesto alcun onere». Una vittoria della linea della fermezza e del dialogo costante, che il governo ha tenuto sin dal primo momento.
L’annuncio: «La Svizzera non invierà più copie delle fatture alle famiglie delle vittime»
Tanto è vero che il presidente Parmelin, subito dopo il faccia a faccia, ha ufficializzato la svolta via social, annunciando su X: «Ho confermato alla premier Meloni – ha postato – che la Confederazione esaminerà la questione della fatturazione delle prestazioni ospedaliere tra gli Stati interessati, sulla base delle disposizioni legali vigenti. Queste spese saranno coperte dall’aiuto alle vittime, nella misura in cui non sono coperte dalle assicurazioni».
Fine di un incubo burocratico: stop all’invio delle fatture alle famiglie delle vittime di Crans Montana
Dunque, nel corso del confronto, riferisce Palazzo Chigi, Meloni ha raccolto «l’impegno politico» del presidente Parmelin affinché alle famiglie dei ragazzi italiani colpiti dalla tragedia di Crans Montana «non venga richiesto alcun onere relativo alle cure ospedaliere prestate in Svizzera». Per quanto riguarda invece la questione della fatturazione delle spese tra gli Stati, Parmelin «ha fatto presente che sono in corso gli approfondimenti del Consiglio federale svizzero. Approfondimenti volti a individuare una soluzione accettabile».
Crans Montana, la tragedia e la beffa delle spese mediche: l’Italia protagonista dell’interlocuzione
E infine. «Nel manifestare apprezzamento per l’attenzione dimostrata», il presidente del Consiglio ha ribadito «la piena disponibilità a mantenere un’interlocuzione costante, al fine di agevolare una rapida e definitiva risoluzione della vicenda». Ossia, il governo Meloni dimostra, ancora una volta, che la difesa degli italiani all’estero non è solo uno slogan. Ma un impegno concreto. La parola fine su questa vicenda kafkiana è la prova che, con il peso politico dell’Italia, anche i nodi più dolorosi, possono essere sciolti positivamente. E in tempi brevi.
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