Ai genitori di Manfredi
Crans Montana, dopo la tragedia la beffa. La fattura da 75mila euro dell’ospedale svizzero per 15 ore di terapia intensiva
+ Seguici su Google DiscoverUna richiesta irricevibile e scandalosa. Come riporta il Corriere della Sera che ha visionato la fattura da 75mila euro, l’ospedale svizzero di Sion (dove sono state ricoverate d’urgenza alcune vittime del rogo di Crans Montana) ha inviato alla famiglia di Manfredi Marcucci, 16 romano rimasto ferito gravemente insieme con altri 18 italiani, il salatissimo conto sanitario di 75mila euro per 15 ore di terapia intensiva. Dopo le quali Manfredi è stato trasferito al Niguarda di Milano. L’importo non dovrà essere pagato, viene specificato, ma restano molti dubbi non solo contabili ma di opportunità.
Crans Montana, dalla Svizzera una fattura da 75mila euro ai familiari di Manfredi Marcucci
Il documento è stato recapitato qualche giorno fa ai familiari del ragazzo romano, amico di una delle 6 vittime italiane, immaginiamo increduli. C’è scritto che non bisogna pagare – spiega il quotidiano milanese – ma resta il tema del rimborso che il servizio sanitario svizzero potrebbe richiedere al Servizio sanitario nazionale. Fortunatamente si tratterebbe solo di una comunicazione informativa ed è scritto nero su bianco che la cifra indicata non deve essere pagata. Ma era opportuno? Era necessario vessare ulteriormente la famiglia italiana già duramente provata dal tragico incendio del locale di proprietà dei coniugi Moretti (indagati) nella cittadina svizzera? Lo stesso ‘foglio informativo’ è stato inviato anche ad altre famiglie. L’avvocato Domenico Radice, che assiste alcune vittime dell’incendio, ha subito definito “inopportuni” i documenti inviati dall’ospedale svizzero.
Bertolaso: atti dovuti ma nessuno sborserà un euro
“Sono atti dovuti. Certificazioni che gli ospedali devono fare per coprire il loro bilancio e giustificare ai loro contabili. Ma è chiaro che non esiste che nessuno debba sborsare un solo euro per quello che è successo”. Così Guido Bertolaso, assessore al Welfare della Regione Lombardia. “Io – ha ricordato – sono stato designato da tutti i genitori dei ragazzi a rappresentarli nella Fondazione che ha proprio il compito di individuare le modalità per indennizzare al meglio tutte le famiglie. Innanzitutto quelle che hanno perso i loro figli e poi anche le famiglie i cui ragazzi hanno subito gravi alterazioni e hanno dovuto essere ricoverati in ospedale”.
L’ambasciatore: deve pagare il Canton Vallese, verificherò
I patti parlano chiaro, scende in campo l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado. I conti sanitari, come da accordi presi all’indomani della strage, dovrebbero essere saldati per intero dal Canton Vallese, responsabile sul territorio di Crans Montana. “Il 24 aprile prossimo – spiega il diplomatico – incontrerò i vertici del Canton Vallese per chiarire quello che sta accadendo. Le famiglie non devono pagare nulla, ovviamente. Ma rimane il nodo del rimborso che potrebbe essere chiesto al Servizio sanitario italiano da parte di quello svizzero. E mi dovrò accertare che non sia fatto nemmeno questo passaggio”. Sarebbe una beffa nella tragedia.
Ultima notizia
Reazione scomposta
I Cpr in Albania funzionano e la sinistra è livida di rabbia: “Pagliacciata. Quando saremo al governo li chiuderemo”
Politica - di Adriana De Conto