Dialogo oltre le appartenenze
Clima, democrazia e futuro: a confronto a Roma visioni alternative su Green Deal e altri temi caldi dell’Europa
Nella cornice della Biblioteca Vallicelliana, nel seicentesco Salone Borromini allestito con le opere di Giancarlino Benedetti Corcos ispirate alle parole di Francesco Borromini, ieri si è tenuta la conclusione di CitiDem, progetto di democrazia partecipativa e deliberativa promosso da Natura Comune e Citizens Take Over Europe con il sostegno dell’Unione Europea.
Due anni di lavoro, sette paesi europei — Belgio, Grecia, Germania, Francia, Slovenia, Austria, Paesi Bassi — e una doppia tappa italiana a Bologna e Roma. Un percorso che si è chiuso ieri nella Capitale con un’assemblea civica aperta, rumorosa nel senso migliore del termine: piena di voci, proposte e idee.
Dal dibattito alle proposte
Prima dell’apertura dei tavoli deliberativi, quattro voci autorevoli hanno inquadrato le questioni in campo. Luigi Ferrajoli, professore emerito di Filosofia del Diritto all’Università Roma Tre, ha offerto la cornice teorica. Lawrence Hart, già direttore dell’Ufficio Coordinamento Mediterraneo dell’OIM — l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, parte del sistema ONU — ha portato la prospettiva delle migrazioni. Anna Berti Suman, docente di Sociologia dell’Ambiente all’Università di Padova, e Alessandra Valentinelli, docente di Valutazione Ambientale alla Sapienza, hanno messo a fuoco il rapporto tra territorio, ecosistemi urbani e vulnerabilità climatica. Ha completato il panel Eleonor Harris, docente di Diritto dell’Unione Europea a Roma Tre. A coordinare i lavori il filosofo politico Michele Fiorillo, cofondatore della coalizione transnazionale Citizens Take Over Europe, co-ideatore del progetto e tra i principali animatori delle citizens’ assembly a livello europeo.
«Non esiste solo il privato e il pubblico quando si parla di ambiente — ha detto Valentinelli — esiste anche il collettivo. Il territorio è un palinsesto che si costituisce su bisogni e conflitti.» Un esempio concreto, quasi provocatorio: le piazze di Roma rifatte di recente. Sono percorribili con queste temperature? Offrono zone d’ombra? Sono pensate per resistere al caldo sempre più estremo? Domande scomode, ma necessarie.
Cinque temi, una visione
I tavoli tematici deliberativi — aperti a tutti i cittadini e composti per sorteggio, come nell’antica democrazia ateniese, per garantire un dialogo tra pari al di là di appartenenze e relazioni pregresse — hanno visto lavorare insieme oltre 30 tra movimenti, associazioni e istituzioni: Legambiente, tra gli altri CGIL, Fridays for Future, Extinction Rebellion, Azione Cattolica, ACLI Giovani, Ultima Generazione, YouthMed, ARCI, Costituente Terra, rappresentanti di Legambiente, Azione Cattolica, ACLI Giovani, FederConsumatori e i movimenti europeisti Eumans, Gioventù Federalista Europea e Movimento Europeo, tra gli altri – con il supporto di Citizens Take Over Europe, un raggruppamento transnazionale composto da oltre 60 Ong di tutto il continente.
Cinque i temi affrontati: Green Deal europeo; Nature Restoration Regulation; Comunità Energetiche; Carbon Pricing e Social Climate Fund; Migrazioni climatiche e legge Xenia sull’accoglienza — quest’ultima un testo di iniziativa popolare in corso di scrittura dopo una serie di assemblee deliberative in tutta Italia, aperto ieri ai contributi dei presenti.
Prima dei lavori dei tavoli, un momento di forte impatto: l’esperienza immersiva con visori 360° e l’anteprima di Facce di Bronzo, il film di Berardo Carboni sul modello Riace. A seguire la performance del Constitutional Circus, con i personaggi di Pico della Mirandola, la “domatrice di algoritmi” e la personificazione della “Globalizzazione/No Logo” che hanno interrogato il pubblico su Europa, crisi climatica e migrazioni — e il pubblico ha risposto, indossando le maschere digitali del soggetto collettivo “Teodora-Giustiniano”. Teatro civile nel senso più pieno.
Raccomandazioni al Parlamento Europeo
Al termine della giornata, le proposte elaborate dai tavoli sono state raccolte in un report che confluirà insieme ai risultati di tutte le assemblee europee in un documento inviato alla Commissione UE e poi al Parlamento Europeo, con l’auspicio che ne scaturiscano concreti atti legislativi e coraggiose nuove politiche europee.
«L’obiettivo — spiega Fiorillo — è contribuire a guidare le grandi sfide del nostro tempo non solo coinvolgendo gli esperti con il loro sapere scientifico-tecnico, ma ponendolo in dialogo con le competenze e le esperienze dei cittadini stessi, territorio per territorio.»
La crisi climatica, è emerso con chiarezza, non è più solo una questione ambientale: è una questione sociale, democratica e profondamente umana. Affrontarla significa decidere che idea di società vogliamo costruire — e ieri, almeno per un giorno, quella decisione è stata messa nelle mani dei cittadini.
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