Sinistre contro la realtà
Bologna, all’università approvati bagni misti e asterischi nelle circolari: Azione universitaria denuncia la deriva woke
Politica - di Gabriele Caramelli - 12 Maggio 2026 alle 17:36
La sinistra continua a sostenere le rivendicazioni lgbt negli atenei universitari, soprattutto a Bologna. Qui, all’università Alma mater, è stata approvata una mozione dal Consiglio studentesco che prevede l’impegno ad offrire bagni non distinti per genere, l’utilizzo di schwa, asterischi e formule neutre nelle comunicazioni ufficiali dell’Ateneo e persino la possibilità di eliminare il colloquio previsto per l’attivazione delle carriere alias per i transgender, sostituendolo con una semplice autocertificazione online presentabile in qualsiasi momento. Insomma, l’obiettivo di certi rappresentanti sutdenteschi progressisti è chiara: proseguire a ottenere risultati woke per l’agenda arcobaleno, rafforzando il pensiero unico.
Ma c’è chi dice no all’università in ostaggio dell’ideologia, come il senatore accademico di Azione universitaria Beatrice Ferrero: «La sinistra mira a trasformare l’Università di Bologna in un laboratorio ideologico Lgbt attraverso misure che rischiano di sacrificare le esigenze della maggioranza degli studenti nel tentativo esasperato di tutelare una minoranza».
Bologna, approvati bagni misti e asterischi negli avvisi. La denuncia di Azione universitaria
La rappresentante della destra universitaria ha poi sottolineato che «sono particolarmente problematici i punti sull’impegno ad offrire bagni non distinti per genere, spazi che dovrebbero rimanere luoghi di tutela, privacy e sicurezza soprattutto per le donne e l’eliminazione su richiesta del colloquio per l’attivazione della carriera alias, uno step delicato preposto anche a valutare le possibili ricadute psicologiche che la transizione sociale potrebbe avere sugli studenti richiedenti». A quanto pare i sedicenti paladini dei diritti civili a targhe alterne non hanno pensato che, con l’introduzione dei bagni misti, le donne potrebbero dover rinunciare a spazi che sono fondamentali. Ma bisognerebbe aspettarselo da chi, in nome dell’inclusione, finisce per escludere chi avrebbe diritto ad un’attenzione maggiore.
Comunque sia, Beatrice Ferrero dalle fila di Azione universitaria non ha intenzione di arrendersi alla deriva delle sinistre: «Seguiremo da vicino l’iter di queste proposte e ci opporremo convintamente a ogni tentativo di imposizione ideologica che, più che rappresentare una reale tutela delle fragilità, rischia di trasformarsi nell’ennesima operazione di propaganda».
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