Verdetto Arcobaleno
Bimbo con tre genitori: due padri e una madre. La Corte d’Appello di Bari dice sì. Mai successo in Italia
Una madre e due papà, si può fare. Per la prima volta in Italia è stato riconosciuto un bambino con tre genitori. Lo ha deciso la Corte di Appello di Bari con una sentenza emessa a gennaio e ormai definitiva. Il padre biologico vive da oltre dieci anni con il marito italo-tedesco, mentre la madre è una loro amica di lunga data. Da oggi per la giurisprudenza il piccolo è figlio della mamma che lo ha partorito e dei due uomini che lo crescono da quando è nato.
Sentenza choc: riconosciuto un bimbo con tre genitori
Il bambino è nato in Germania senza ricorrere alla maternità surrogata: la madre è un’amica della coppia di uomini (di cui uno è il padre biologico del bambino) uniti da diversi anni. Il piccolo è stato concepito naturalmente e riconosciuto dalla mamma e dal padre biologico. Il compagno del padre, dopo un po’ avrebbe espresso anche lui il “desiderio di riconoscerl”. E ha ottenuto il via libera dei giudici tedeschi visto che in Germania, dove i genitori vivono stabilmente, l’adozione in questi casi è permessa.
È la prima volta in Italia, il via libera della Corte d’Appello di Bari
Più tardi i “due papà” hanno chiesto la trascrizione del bambino anche in Italia, in Puglia. Qui infatti il compagno del padre è registrato all’anagrafe degli italiani residenti all’estero. Il Comune pugliese, però, ha rigettato la richiesta. Da qui l’iter che ha portato il dossier sul tavolo della Corte d’Appello di Bari. Che ha gennaio ha disposto la trascrizione dell’atto che riconosce tutti e tre i genitori anche in Italia. Sentenza che ‘ricopia’ la decisone del giudice tedesco.
La soddisfazione dell’associazione Lgbt
La sentenza choc è stata salutata come una benedizione da Paola Manfredi, l’avvocata dell’associazione per i diritti lgbtq+ Rete Lenford che ha assistito i due uomini. “Una sentenza che dà tutela a nuove forme di genitorialità condivisa – ha detto al Corriere della Sera – si offre la possibilità di riconoscere un modello di co-genitorialità allargata. Diverso da quello della coppia sia tradizionale che omogenitoriale. Ma che non è in contrasto né con la normativa italiana né con il superiore interesse del minore“.
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