Modena, l'Italia del coraggio
Aveva le gambe spappolate: così un ufficiale del “Col Moschin” ha salvato la vita alla donna schiacciata dalla macchina
Tanti eroi italiani si sono distinti nel drammatico pomeriggio modenese. Non solo il coraggio di Luca Signorelli. Tra i primi soccorritori un grazie particolare va dato a un ufficiale dell’Esercito del nono reggimento di assalto “Col Moschin”, libero dal servizio. La sua tempestività ha salvato la vita a una donna tedesca dalle gambe spappolate a seguito dell’urto micidiale dell’auto contro la vetrina, che ha schiacciato la povera vittima. Il racconto al Messaggero ce lo fa rivivere. «Io ero in bicicletta. All’altezza di Canal Grande vedo una massa tutta accalcata. Dò per scontato, essendo sabato pomeriggio, che ci fosse una forma di intrattenimento. Proseguo e mi accorgo che c’è la gente che urla, sconvolta. Mi faccio slalom tra le persone: vedo una macchina incidentata, una vetrina infranta e poi mi cascano gli occhi su una signora con le gambe spappolate. Un’altra passante, che di lavoro fa il paramedico, era sopra di lei e cercava di prestarle soccorso. Per fortuna nello zaino avevo il tourniquet, ossia un laccio emostatico che serve per tamponare le emorragie massive». Una fortuna in quel maledetto sabato. E lui stesso dice, “ringrazio il cielo”.
L’ufficiale libero dal servizio ha salvato la donna tedesca
Con il laccio emostatico nello zaino per “abitudine” consolidata, ha potuto tamponare l’emorragia di una gamba. Provvedendo poi con la cintura dei pantaloni a frenare l’emorragia dell’altra.
«Per deformazione professionale, perché ce l’hanno insegnato, perché pesa poco e te lo porti dietro. Non serve mai, però quando lo usi può salvare una vita, come in questo caso. Ringrazio il cielo di averlo avuto con me. Così appoggio la bici a terra, tiro fuori il tourniquet dallo zaino e mi precipito sulla gamba sinistra della signora, che aveva già i pantaloni tagliati. Nel frattempo, vengono recuperate delle cinture dei pantaloni per tamponare l’emorragia alla gamba destra. Questo primo intervento ha permesso alla vittima di arrivare in ospedale ancora viva».
Il laccio emostatico e la cintura per fermare le emorragie delle gambe
Grande coraggio, grande sangue freddo, grande senso di responsabilità. Un’attitudine che – racconta- gli hanno insegnato nel suo reparto, impegnato sempre in teatri internazionali e in scenari di guerra. «Sappiamo che i primi interventi salva vita sono quelli che poi fanno la differenza, che siano colpi d’arma da fuoco o incidenti di qualsiasi genere». La donna era sotto choc, come su può immaginare. «Provava a tirare su il corpo, il paramedico che era lì la tranquillizzava. Ma non urlava e non parlava. Il corpo in questi casi estremi non registra quasi il dolore, è una forma di difesa chimica. Poi quando è arrivata l’ambulanza mi sono allontanato e ho capito che c’erano altre vittime all’inizio della via». L’ufficiale ha raccontato di averne viste di situazioni del genere in contesti operativi. Vedere una situazione drammatica in un contesto cittadino lo ha molto impressionato. «Uno esce per farsi una passeggiata in centro e si ritrova l’esistenza rovinata».
Modena, la donna è stata estubata ed è cosciente
Il suo intervento è stato fondamentale. A metà mattinata le agenzie battevano la notizia che la donna tedesca di 69 anni ricoverata all’ospedale di Baggiovara di Modena è stata estubata ed è cosciente. Lo si apprende da fonti sanitarie. La donna era una dei quattro feriti più gravi dopo essere stata investita il 16 maggio dalla Citroen C3 guidata da Salim El Koudri.
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