Patrimoniale, un'ossessione
Appendino scatenata: “Non mi fido di Renzi combutta con i poteri forti. Con Dibba tanti ricordi…”. Conte è avvisato
“Premesso che io non sono appassionata ai tavoli, alle segreterie di partiti e ai perimetri, io non dimentico come Renzi, in combutta con i poteri forti, abbia fatto cadere il secondo Governo Conte”. Parola di Chiara Appendino, in queste ore particolarmente attiva, delusa dal suo partito e incline ad appoggiare la nuova avventura di Alessandro Di Battista. Anche se lei nega (il mio posto resta qui). Intervistata da Luca De Carolis sul Fatto Quotidiano, l’ex sindaca di Torino spara a zero sull’ex premier rottamatore. “Anche se ora sostiene cose giuste, come il salario minimo, continuo a non fidarmi di lui. Per costruire un’alternativa credibile per il Paese come posso avere come compagno di viaggio qualcuno che mi tradirebbe il giorno dopo il voto”. Chiarissimo.
Appendino scatenata contro Renzi: non mi fido, non dimentico
Ma è contro il governo Meloni che, neanche a dirlo, dà il meglio di sé. “Questa è la destra delle élite, del caviale e dello champagne. Per costruire un’alternativa e battere Giorgia Meloni, noi progressisti dobbiamo innanzitutto parlare a tutti gli esclusi e a tutti gli emarginati dalle loro politiche. E se ogni forza politica del campo progressista ha un’identità forte e coerenza”. E qui le cose si mettono male. Ma Appendino pensa positivo, convinta dell’imminente capolinea del governo. Non hanno compreso il senso della “sveglia” presa nel referendum. “Il governo è in stato confusionale e dovrebbe andare a casa stasera, per i danni che ha provocato”. Nulla di nuovo. Per il resto solo slogan in attesa del programma che verrà. Intanto si parte dalla “nostra Costituente, Nova, è stata fondamentale. Aria fresca”.
Il governo non ha capito la sveglia del referendum
Un chiaro avvertimento a Giuseppe Conte, che in queste ore è minacciato dai possibili transfughi. Tra le proposte bandiera dell’ex sindaca la tassa sui patrimoni superiori ai 10 milioni di euro. Che non convince Giuseppi. Ma per carità – avverte preoccupata – non chiamatela patrimoniale. “La mia idea è quella di una millionaire tax, visto che in Italia il 5 per cento della popolazione possiede la metà delle ricchezze. E allora, perché non chiedere un contributo straordinario a questa piccola fascia?”. Primarie del campo largo? “Tanti dem remano contro. Tutto ciò che può favorire la partecipazione va benissimo, quindi anche le primarie“.
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