Un intellettuale raffinato
Vittorio Messori se ne va il Venerdì Santo, Giuli: “Fra gli uomini più competenti del mondo cattolico”
Un uomo di grande caratura intellettuale che ha portato la sua fede nel dibattito culturale. Fu il solo a scrivere un libro-intervista con Giovanni Paolo II
E’ morto lo stesso giorno di quel Cristo che amava tanto, mentre la sua immagine andava in onda in un vecchio speciale di Giovanni Minoli. Vittorio Messori, 84 anni, storico e giornalista di spessore, editorialista del Corriere della Sera, si è spento alle 21,45 del Venerdì Santo. Un uomo di grande caratura intellettuale che ha portato la sua fede nel dibattito culturale.
Ipotesi su Gesù
Messori scrisse nel 1976, “Ipotesi su Gesù”. Intellettuale indipendente, appartato, refrattario alle mode. Messori ha attraversato più di mezzo secolo di vita ecclesiale e civile interrogando il rapporto tra ragione, storia e rivelazione. E’ stato il primo giornalista a intervistare un prefetto dell’ex Sant’Uffizio, all’epoca il cardinale Joseph Ratzinger (“Rapporto sulla fede”, Edizioni San Paolo, 1985), e il primo e unico a scrivere un libro-intervista con Giovanni Paolo II (“Varcare la soglia della speranza”, Mondadori, 1994), che è stato tra i maggiori bestseller della storia editoriale.
La sua vita e la conversione
Vittorio Messori era nato a Sassuolo (Modena) il 16 aprile 1941, in una famiglia segnata dall’anticlericalismo tipico dell’Emilia dell’epoca. Dopo la Seconda guerra mondiale, la famiglia si trasferì a Torino, dove Messori frequentò il liceo classico D’Azeglio prima di iscriversi a Scienze Politiche all’Università di Torino. Qui fu allievo di Luigi Firpo e Norberto Bobbio. La sua formazione razionalista e agnostica culminò nel 1965 con la laurea in Storia del Risorgimento, discussa con Galante Garrone, Bobbio e Firpo. Tutto cambiò nel luglio del 1964, quando una lettura intensa dei Vangeli lo condusse alla conversione al cattolicesimo, esperienza che segnò profondamente la sua vita e orientò la sua ricerca intellettuale, volta a conciliare ragione e fede.
L’intervista a Ratzinger
Negli anni successivi si concentrò sulla Chiesa, ottenendo un’intervista straordinaria con il cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, da cui nacque “Rapporto sulla fede” (Edizioni San Paolo, 1985), anticipato su “Jesus” e tradotto in diverse lingue. L’opera suscitò scandalo e critiche da ambienti clericali progressisti, ma consolidò la reputazione di Messori come giornalista indipendente e rigoroso nella riflessione sulla dottrina cattolica.
All’inizio del 1994 Messori pubblicò “Opus Dei. Un’indagine” (Mondadori), un’inchiesta volta a sfatare le leggende negative sulla “Obra”. L’autore ebbe accesso a documenti interni e università legate all’istituzione fondata da san Josemaría Escrivá de Balaguer, sostenendo la falsità delle accuse.
Nel 2004, insieme ad Aldo Cazzullo, pubblicò “Il mistero di Torino” (Mondadori), un’indagine sui simboli religiosi e civili della città. Nel 2005 uscì “Io, il bambino ebreo rapito da Pio IX” (Mondadori), sul caso Edgardo Mortara, e “Ipotesi su Maria” (Edizioni Ares), ampliando le riflessioni sulle apparizioni mariane. Il libro sul caso Mortara suscitò dibattito per la difesa delle leggi pontificie che permisero la sottrazione del bambino alla famiglia.
Un uomo di spessore
Nel 2012 uscì “Bernadette non ci ha ingannati” (Mondadori), nel 2018 “Quando il cielo ci fa segno. Piccoli misteri quotidiani” (Mondadori), in cui racconta segni interpretati alla luce della fede. Nel 2021 uscì “La Luce e le tenebre. Riflessioni fra storia, ideologie e apologetica” (Sugarco), raccolta di articoli principalmente pubblicati su “Il Timone”. La vita privata di Messori è stata segnata dalla scomparsa, nel 2022, della moglie Rosanna Brichetti Messori, autrice di “Una fede in due. La mia vita con Vittorio” (Edizioni Ares, 2018). Dopo la sua scomparsa, la salute di Messori è andata declinando. Se ne è andato il giorno perfetto, lo stesso del suo Cristo.
Il cordoglio di Giuli
“Ci lascia Vittorio Messori, fra i più competenti e appassionati studiosi del mondo cattolico. Ha saputo raccogliere e restituire la fisionomia del cristianesimo nella modernità con cognizione della tradizione e con notevole consapevolezza. Il mio cordoglio alla famiglia e a quanti gli hanno voluto bene”. Lo dichiara il ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
Mantovano: “Un grande apologeta”
“Vittorio Messori non è stato solo un grande apologeta: lo straordinario successo delle sue opere, che hanno costellato il cammino di mezzo secolo della cultura italiana, deriva dall’aver egli saputo descrivere la fede come qualcosa di concreto, di vivo, di incarnato, lontano da astrattismi e da ideologismi. Che milioni di lettori, dentro e fuori i confini nazionali, abbiano «divorato» i suoi scritti è la riprova di quanto anche oggi, in un contesto così secolarizzato, sia grande la domanda di verità sull’uomo e su Dio: a questa domanda Messori ha fornito risposte, spaziando dai fondamenti alle opere della fede. Di questo devono essergli grati non soltanto i cattolici, ma tutti coloro che sentono forti in sé gli interrogativi cruciali sulla vita e sulla morte”. Lo scrive il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano.
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