L'intervista a Mattino5
Meloni indica la priorità dell’ultimo anno: “Al fianco delle famiglie sul caro prezzi. I soldi non saranno solo per la difesa” (video)
A Mattino Cinque la presidente del Consiglio annuncia interventi mirati per famiglie e imprese, chiede flessibilità all’Europa e rivendica la linea su energia, sicurezza e immigrazione
«Comprendo la preoccupazione dei cittadini in questo periodo. Possono stare certi che il governo farà tutto quello che può e deve per combattere le conseguenze delle crisi internazionali che stiamo vivendo». Giorgia Meloni apre così il suo intervento a Mattino Cinque, su Canale 5, scegliendo subito il terreno più concreto: il costo della vita, l’energia, il peso delle tensioni globali sulle famiglie e sulle imprese italiane. Perché ribadire il messaggio: il centrodestra è al fianco degli italiani. La presidente del Consiglio illustra, nel dettaglio, gli interventi mirati che l’esecutivo intende mettere in campo per proteggere famiglie e imprese da una crisi internazionale che, per portata e conseguenze, non può essere affrontata con strumenti ordinari. ”Vedremo come andrà avanti questo dibattito, ma il punto è che noi non possiamo dire ai cittadini che i soldi ci sono solo per la difesa. Lo dico da persona che sostiene con forza la necessità che l’Italia e l’Europa facciano di più per difendersi da sole. E’ evidente che se noi di fronte alle crisi non siamo in grado di dare risposte ai cittadini e alle imprese, rischiamo che non ci sia più niente da difendere in questa nazione e quindi bisogna cercare un equilibrio”.
Energia, nucleare e famiglie
Meloni ricorda i provvedimenti varati dall’inizio della legislatura per contenere i costi dell’energia, con particolare attenzione alle famiglie più fragili. Ma il punto, spiega, non è soltanto emergenziale. «La questione dei prezzi dell’energia in Italia vecchia è una questione strutturale», afferma, collegando il nodo dei rincari a scelte compiute decenni fa. Il riferimento è al nucleare. «Qualche decennio fa questa nazione ha deciso di rinunciare all’energia nucleare. Lo abbiamo pagato oggi, e questo governo ha il coraggio di riaprire questo capitolo e di riaprire la produzione dell’energia nucleare in Italia: è un modo veloce, sicuro, pulito ed efficace per abbassare i prezzi».
Sul carburante poi, la premier rivendica l’effetto delle misure adottate: «Il costo» della benzina in Italia «è cresciuto sensibilmente meno di quanto non sia accaduto per esempio in Francia, o in Germania». Il taglio delle accise, aggiunge, è servito a impedire che l’aumento dei prezzi esplodesse.
La richiesta all’Europa
Il passaggio più politico arriva quando Meloni lega la crisi internazionale alla trattativa con Bruxelles. «Di fronte a una crisi globale come quella generata dall’Iran e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, non possiamo pensare che i singoli governi siano in grado di rispondere con gli strumenti ordinari». Da qui la richiesta italiana alla Commissione europea: estendere la flessibilità già prevista per sicurezza e difesa anche alle misure contro gli effetti economici della crisi.
La premier chiarisce il punto dicendo: «Non possiamo dire ai cittadini che i soldi ci sono solo per la difesa». Non arretra sulla necessità di rafforzare la capacità difensiva italiana ed europea, ma rivendica una linea di equilibrio: «Quando chiedi a qualcun altro di occuparsi della tua difesa poi lo paghi». E avverte: «Se di fronte alle crisi non siamo in grado di dare risposte ai cittadini e alle imprese rischiamo che non ci sia più niente da difendere in questa nazione».
Attacco a sinistra
Nell’intervista c’è poi l’affondo verso chi tra i compagni aveva già cantato vittoria, e invece ha dovuto fare i conti con le urne. «L’opposizione scommette» sul nostro logoramento «da prima che ci insediassimo: ci dava per spacciati dopo sei mesi e siamo diventati il secondo governo più longevo. Sui pronostici la sinistra non è fortissima, se guardiamo anche il voto di Venezia…», dice la premier.
Alla prova dei fatti, il governo dura, gli italiani continuano a scegliere il centrodestra e la maggioranza è al lavoro per loro.
Sicurezza, immigrazione e Stato
Sul fronte della sicurezza, il presidente richiama i fatti di Modena e allarga il discorso al rischio dell’integralismo islamico. «Al di là dei fatti drammatici di Modena, su cui serve fare piena luce e andare fino in fondo, il rischio dell’integralismo islamico è un pericolo reale». Un pericolo, aggiunge, che lei denuncia da prima di arrivare al governo.
Meloni collega questo tema alla linea sull’immigrazione illegale e al rafforzamento dei presidi di sicurezza, rivendicando risultati sugli sbarchi ma anche denunciando ostacoli istituzionali. Sul contrasto all’immigrazione, afferma, «potremmo fare ancora meglio e forse potremmo anche fare ancora meglio da subito se tutte le componenti dello Stato remassero nella nostra stessa direzione». Il riferimento è anche al caso Albania: secondo la premier, quando il Parlamento approva leggi per rispondere a una domanda dei cittadini, chi è chiamato ad applicarle dovrebbe lavorare per farle rispettare, non per metterle in discussione.
Il messaggio finale
Dall’energia all’Europa, dalla sicurezza all’immigrazione, Meloni a Mattino Cinque fissa una linea: il governo rivendica stabilità, chiede margini a Bruxelles e promette interventi puntuali contro gli effetti delle crisi. Il messaggio conclusivo resta quello iniziale: davanti a una fase internazionale incerta, l’esecutivo è come presidio politico accanto ai cittadini, con l’ambizione di tenere insieme protezione sociale, sicurezza nazionale e responsabilità di governo.
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