Alta tensione
Usa-Iran, una petroliera cinese sfida il blocco dello Stretto di Hormuz. Pressing sugli Usa per la revoca
Una petroliera cinese, la Rich Starry, avrebbe attraversato lo Stretto di Hormuz dopo che è entrato in vigore il blocco navale deciso dal presidente americano Donald Trump. Lo ha rivelato l’agenzia Reuters sulla base dei dati di MarineTraffic, Lseg e Kpler, sebbene Sky riferisca di una retromarcia. La petroliera e la sua proprietaria, la Shanghai Xuanrun Shipping Co Ltd, sono state sanzionate dagli Stati Uniti per aver intrattenuto rapporti commerciali con l’Iran.
Una petroliera cinese sfida il blocco dello Stretto di Hormuz
La nave era partita dall’ancoraggio di Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti, indicando la Cina come destinazione. Inizialmente aveva fatto dietro-front e rinunciato a uscire dal Golfo Persico, poi ha cambiato rotta e ha proseguito sfidando il blocco. Secondo quanto emerso, una seconda petroliera sanzionata, la Murlikishan, che in passato avrebbe trasportato petrolio russo e iraniano, sarebbe diretta verso lo Stretto e dovrebbe caricare greggio in Iraq il 16 aprile.
Non è chiaro cosa possa succedere in caso di violazione dell’interdizione. Con l’entrata in vigore del blocco dello Stretto, le unità della Marina militare americana hanno avuto l’indicazione di pattugliare le acque strategiche e l’ordine tassativo di interdire il traffico commerciale diretto o proveniente dall’Iran. Allo stato attuale non si hanno notizie di una reazione alla violazione da parte della petroliera cinese.
Il pressing sugli Usa per la rimozione dell’interdizione
Intanto, prosegue il pressing tanto sugli Usa quanto sull’Iran e anche i singoli Paesi giocano le loro carte. Il Wall Street Journal ha riferito di «pressioni» dell’Arabia Saudita, sia contro il blocco dello Stretto sia nella direzione di una ripresa dei negoziati; secondo l’agenzia di stampa della Corea del Sud Yonhap, Seul avrebbe condiviso con l’Iran informazioni sulle proprie navi bloccate nello Stretto di Hormuz, segnale di un possibile canale negoziale per garantirne il passaggio; il premier e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, ha sentito telefonicamente il ministro degli Esteri dell’Iran, Abbas Araghchi, e gli ha ribadito che le rotte marittime non possono essere utilizzate «né come merce di scambio né come tattica di pressione».
La Cina presenta un piano in quattro punti per il Medio Oriente
La Cina ha bollato come «irresponsabile» il blocco navale e l’agenzia di stampa Xinhua, ha riferito che Xi Jinping ha presentato una proposta in quattro punti per promuovere la pace e la stabilità in Medio Oriente nel corso di un incontro con il principe ereditario di Abu Dhabi, Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan. La proposta prevede il rispetto del principio della coesistenza pacifica, il rispetto del principio della sovranità nazionale, il rispetto del principio dello Stato di diritto internazionale e il rispetto del coordinamento tra sviluppo e sicurezza. La Cina, ha affermato Xi, intende continuare a giocare un ruolo «costruttivo» per la pace in Medio Oriente.
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