L'annuncio di Bucarest
Il drone precipitato in Romania era un Geran 2 russo. Ma Putin nega tutto: «Voglio indagini obiettive»
Il velivolo precipitato in un condominio a Galati è di fabbricazione russa, costruito sullo stesso modello degli Sahed iraniani. Ad affermarlo è stato il ministero della difesa rumeno, spiegando che gli investigatori stanno procedendo con ulteriori rilevamenti
Il drone che ha colpito un condominio a Galati, nella Romania Orientale, a pochi km dal confine con l’Ucraina, era un Geran 2 di provenienza russa. Ad annunciarlo è stato il ministero della Difesa romeno in un comunicato. Il Geran 2 è un drone kamikaze sviluppato dalla Russia, a partire dal modello di un drone Shahed iraniano. Per ora, come ha spiegato il dicastero, «squadre di specialisti del ministero della Difesa, del ministero dell’Interno e dei servizi segreti romeni continuano le indagini nell’area del condominio di Galati dove un drone si è schiantato la mattina del 29 maggio. Le prime informazioni indicano che l’intero carico del Geran 2, di fabbricazione russa, è esploso all’impatto».
Romania, il drone che ha colpito un condominio in Romania è russo
Le due persone rimaste ferite sono state trasferite all’ospedale clinico di emergenza della Contea di Galati. Dopo l’accaduto, Il ministero della Difesa ha condannato «fermamente le azioni irresponsabili della Federazione Russa e sottolinea che queste rappresentano una nuova minaccia alla sicurezza e alla stabilità regionale nell’area del Mar Nero». Per il governo rumeno, gli incidenti «dimostrano la mancanza di rispetto di Mosca per le norme del diritto internazionale e mettono in pericolo non solo la sicurezza dei cittadini rumeni, ma anche la sicurezza collettiva della Nato».
Putin nega tutto e Medvedev intimidisce i cittadini europei
«La Russia è pronta a condurre un’indagine obiettiva, se ci verranno consegnati i resti del drone precipitato in Romania», ha affermato Vladimir Putin in una conferenza stampa in Kazakistan. Il capo del Cremlino non ha intenzione di credere alle notizie che confermano la natura del drone e ha chiesto che gli vengano forniti dei «dati obiettivi» per valutare quanto accaduto. Inoltre, il presidente russo ritiene quest’indagine sia essenziale, perché «nessuno può dire con certezza da dove provenisse il drone, finché non vengono esaminati i resti».
Poi ha sostenuto che il velivolo potrebbe provenire da Kiev: «I droni ucraini hanno sorvolato diversi Paesi e la reazione iniziale è sempre stata che si trattasse di un attacco russo». Intanto, il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitri Medvedev, ha avvertito i cittadini europei sui social che «il sonno pacifico è finito. Ma sapete a chi chiedere perché!». Poi ha concluso: «Dovreste rendervi conto che le vostre autorità sono entrate unilateralmente in guerra con la Russia. Quindi siate vigili e non sorprendetevi di nulla».
Le parole del presidente romeno
Il presidente romeno Niculor Dan ha annunciato su X di aver concordato con l’omologo ucraino Volodymyr Zelensky di «accelerare la cooperazione tra Romania e Ucraina sulla coproduzione di droni a rapido impiego», evidenziando che «l’esperienza sul campo di battaglia e la tecnologia dei droni di Kiev sono risorse strategiche per la difesa dell’intero fianco orientale della Nato, su cui Bucarest continuerà a investire». Come ha precisato Dan, «l’incidente del drone russo avvenuto ieri sera a Galati è il più grave sul suolo romeno dall’inizio dell’aggressione su larga scala della Russia contro l’Ucraina». Poi ha affermato che «Mosca dimostra un totale disprezzo per il diritto internazionale e per le vite dei civile innocenti e tutto ciò deve finire attraverso un dialogo costruttivo per una pace giusta e duratura in Ucraina».