Dopo le elezioni ungheresi
“Un futuro in cui la sinistra festeggia una elezione in cui la sinistra non è pervenuta: io ci metto la firma”. Dopo l’Ungheria Meloni irride Schlein e compagni
I caroselli del campo largo che hanno accolto commossi la vittoria di Peter Magyar in Ungheria fanno sorridere la premier che con sarcasmo commenta l'atteggiamento dei leader dell'opposizione
Con sarcasmo tagliente e sorriso sulle labbra, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni mette a segno quello che in gergo tennistico verrebbe definito “un ace” o un servizio vincente. Ad offrirglielo su un piatto d’argento sono stati i cronisti che l’hanno fermata al punto stampa previsto a margine del Vinitaly.
Una previsione dopo le elezioni ungheresi
Tra le domande infatti c’è stata anche quella sui rapporti tra Italia e Ungheria dopo la vittoria di Peter Magyar, accolta dalla sinistra italiana tra caroselli, abbracci e dichiarazioni commosse che nemmeno dopo l’affermazione di Zohran Mamdani a New York si erano visti al Nazareno. E’ lui infatti il nuovo paladino del campo larghissimo, quello che va da Ilaria Salis alla Schlein a Giuseppe Conte: Magyar, che nelle urne ha battuto Viktor Orban, il “dittatore cattivo” dipinto come Belzebù che oggi lascia il governo dopo 16 anni.
Per lui Giorgia è fantastica
Un innamoramento da favola, se non fosse per un piccolissimo dettaglio: Peter Magyar non è proprio di sinistra, anzi, più vicino alle posizioni dei popolari, da cui proviene e dei conservatori europei, ovvero del partito di Giorgia Meloni. Nessuno stupore dunque se questa mattina aprendo i giornali sui titoli campeggiava a caratteri cubitali il giudizio espresso da Magyar su Meloni: “Giorgia è una persona fantastica” e “ha fatto un ottimo lavoro”.
Italia e Ungheria nazioni alleate
Quindi la risposta che la premier Meloni ha dato alla stampa è stata quasi naturale: «Italia e Ungheria sono due nazioni alleate che lavorano insieme da tanto, tanto tempo. Io non conosco il nuovo primo ministro. Conoscevo bene Viktor Orban, che ringrazio per il lavoro fatto insieme in questi anni. Sono convinta che Italia e Ungheria continueranno a lavorare insieme. La mia storia di questi anni dimostra che quando devo guardare e difendere l’interesse nazionale italiano non mi interessa particolarmente da dove arriva il mio interlocutore. Mi interessa cercare capire quale siano le sue necessità e cercare delle sintesi con le necessità della nazione che io devo rappresentare e per la quale mi batto».
Poi la battuta perfetta
Poi la magistrale battuta, che gli esperti definirebbero alla ‘Sinner’: «Mi fa un po’ sorridere questo fatto che la sinistra italiana sia così contenta del risultato di un’elezione nella quale la sinistra non è pervenuta: lascia ben sperare per il futuro, ma contenti loro che quello sia lo scenario che avremo in tutta Europa, io ci metto una firma e lo sottoscrivo». Gioco, partita, incontro…
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