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Sanità, svolta del governo sulle liste d’attesa: l’81% delle visite è nei tempi. Schillaci: la legge funziona. Rampelli: frutti concreti
+ Seguici su Google DiscoverSanità, il governo annuncia e argomenta su dati concreti il significato e l’entità della svolta in materia di abbattimento dei tempi delle liste d’attesa. La legge funziona, afferma il ministro Schillaci. E ne motiva il perché a suon di riscontri e cifre: l’81% delle visite è nei tempi. Ora rinvigorire e concentrare gli sforzi sul restante 20%…
Checché ne dica l’opposizione ciarlando a destra e a manca su impegni disattesi e priorità finite in subordine, i fatti parlano e le chiacchiere stanno a zero, e il diritto alla salute torna a essere una priorità concreta, non solo un mero enunciato sbandierato alla bisogna in chiave demagogica e antigovernativa. Lo dimostra, una volta di più, la vexata quaestio delle liste d’attesa: nodo gordiano che per decenni ha penalizzato i cittadini italiani, ma che ora registra finalmente un’inversione di tendenza netta.
Sanità, liste d’attesa, il ministro Schillaci: la legge sta portando frutti insperati
A confermarlo è il ministro della Salute, Orazio Schillaci che assevera oltre ogni ragionevole dubbio (e recriminazione di parte) che la legge sulle liste d’attesa, laddove applicata, sta portando frutti insperati, con l’81% delle visite specialistiche erogate entro i tempi previsti. Sulle liste d’attesa «c’è un trend che va in una direzione di miglioramento. Volevamo fortemente questa legge, e la legge dove applicata funziona. Ci sono dati molto incoraggianti: oggi l’81% delle visite specialistiche viene erogata nei tempi. Soprattutto c’è un miglioramento nei primi mesi di quest’anno rispetto allo scorso anno, e questo è fondamentale: lavorare tutti insieme per risolvere quello che credo sia il problema più annoso del Servizio sanitario nazionale italiano», ha evidenziato allora il ministro, ospite oggi della trasmissione Unomattina su Rai1.
Liste d’attesa: l’81% delle visite specialistiche erogate entro i tempi previsti
Rispetto invece alle criticità ancora da migliorare, Schillaci ha ribadito che occorre «assolutamente aggredire anche quel 20%» di prestazioni urgenti «che non viene eseguito nei tempi richiesti. È un lavoro di squadra. Però vorrei dare anche delle notizie positive: anche se un po’ a macchia di leopardo, oggi ci sono centri in Italia che riescono a fare una Tac del torace in 4 giorni, una visita cardiologica specialistica in 5 giorni. Dobbiamo lavorare ancora di più tutti insieme per riuscire ad ottenere in tutti gli ospedali italiani le stesse performance. Ci sono però già sul territorio nazionale più di mille ospedali che hanno migliorato fino al 20% e più il numero di prestazioni e i tempi di abbattimento delle liste d’attesa rispetto all’anno precedente».
Schillaci: lavorare su 20% urgenze non garantite nei tempi. L’impegno è per un accesso uguale da Nord a Sud
Ma le differenze geografiche resistono. E sul punto Schillaci ha ribadito: «Dobbiamo garantire un accesso alle cure uguali dappertutto – ha continuato il ministro –. Ostacoli ce ne sono. Bisogna lavorare insieme, è un lavoro da fare soprattutto con le Regioni, ma anche con i cittadini. Dobbiamo poi anche migliorare la presa in carico di tante persone, soprattutto dei più fragili. A loro dobbiamo assicurare una lista d’attesa che non sia dipendente dal Cup, con dei percorsi che magari siano a carico di chi li ha in cura, delle strutture che prendono in cura queste persone più fragili, più deboli».
E per i fragili assicurare una lista d’attesa che non sia dipendente dal Cup, con dei percorsi magari a carico di chi li ha in cura
Insomma, i dati parlano chiaro: si è registrato un miglioramento sensibile rispetto agli anni precedenti. Oltre mille ospedali sul territorio nazionale hanno incrementato le prestazioni, riducendo i tempi d’abbattimento delle liste. Esistono oggi realtà virtuose in grado di garantire una Tac al torace in soli quattro giorni o una visita cardiologica in cinque. Tuttavia, il governo non abbassa la guardia. E il restante 20% di prestazioni urgenti non ancora garantite nei tempi rappresenta la prossima sfida.
E soddisfazione, allora, è stata espressa anche dal vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli (FdI), che ha definito i risultati «frutto di una programmazione costante e pragmatica». Per Rampelli, la strada intrapresa è quella corretta per restituire efficienza al Servizio Sanitario Nazionale. Ma il «colpo finale» arriverà con l’approvazione definitiva del disegno di legge sulle misure per la garanzia dei tempi di erogazione, già licenziato dal Senato il 15 aprile 2025.
Sanità, liste d’attesa, Rampelli: «Il lavoro del ministro Schillaci sta dando frutti concreti»
L’obiettivo è chiaro: trasformare le eccellenze sporadiche in uno standard nazionale, dimostrando che, con il rigore e la visione del governo Meloni, la tutela della salute pubblica non è più un miraggio, ma una realtà in divenire. E allora, commenta Rampelli prendendo atto dei risultati diffusi da Schillaci, «accolgo con grande soddisfazione i dati diffusi oggi dal Ministro della Salute. Oltre mille ospedali hanno registrato un miglioramento superiore al 20% nelle liste d’attesa e realtà virtuose consentono esami come la TC al torace in appena quattro giorni a testimonianza dell’efficacia dell’azione di governo nell’affrontare i nodi presenti sul programma avvicinandosi alla soluzione di criticità storiche che penalizzano i cittadini bisognosi di cure. Questi risultati non sono casuali, ma frutto di programmazione costante e pragmatica».
Sanità: «La riduzione liste di attesa è la nostra priorità»
E ancora. «Stiamo restituendo efficienza al Servizio Sanitario Nazionale – prosegue Rampelli – dimostrando nei fatti che la tutela della salute pubblica è una missione che intendiamo onorare con rigore. Tuttavia, questi segnali incoraggianti non devono accontentarci. È necessario infatti fornire alle strutture sanitarie tutti gli strumenti normativi per consolidare il cambio di passo e garantire a ogni cittadino, da Nord a Sud, l’accesso tempestivo alle prestazioni. Il lavoro da fare è ancora molto, ma la strada è giusta. È in questa cornice che occorre accelerare l’approvazione definitiva del disegno di legge, già approvato dal Senato della Repubblica il 15 aprile 2025, recante “Misure per la garanzia dei tempi di erogazione delle prestazioni sanitarie per la riduzione delle liste di attesa”. La sua entrata in vigore consentirà il colpo finale per l’abbattimento delle liste d’attesa e l’accesso rapido e tempestivo alle cure».
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