Le esternazioni del Rais
De Luca sceriffo e “teologo” per fare il sindaco di Salerno: le amnesie di Don Vincenzo, il padrone della Campania
"Maledice " gli alleati per alcune delibere non approvate, promette tolleranza zero e diventa anche teologo
+ Seguici su Google DiscoverVincenzo De Luca è sexy, si direbbe giornalisticamente. E sente l’odore del sangue come gli squali in campagna elettorale. Cosi, mentre tenta di ridiventare per la quinta volta sindaco di Salerno, roba che non sarebbe stata possibile nemmeno ai tempi dei Podestà, il rais campano si è esibito in video esilaranti in cui promette ordine e sicurezza nella sua città, dimenticando che dal 1993 la governa il centrosinistra e che la Regione è in mano alla sua coalizione (prima a se stesso) da oltre un decennio. E in un altro video ha decantato le lodi di Papa Francesco a un anno dalla sua morte.
Lo sceriffo e le “maledizioni” agli alleati
In un comizio elettorale, il rais ha detto :”Terrò lontani i ragazzi dalla droga, dai coltelli, dalla movida cafona”, scagliandosi contro i suoi stessi alleati e il consiglio comunale per non avere approvato ancora alcuni atti. “Che Dio vi stramaledica”, ha esclamato Don Vincenzo. Ma il succo dei suoi discorsi è stata la sicurezza: riportare Salerno agli antichi fasti, i suoi, come se nel frattempo avesse governato il centrodestra.
Il video “cristiano” e Celestino V
Citando Ignazio Silone, De Luca ha anche ricordato papa Francesco, un anno dopo la sua morte. E qui ha messo in gioco due figure storiche della Chiesa: Celestino V, il Pontefice che rifiutò l’elezione, e il suo successore Bonifacio VIII. “Francesco- ha detto De Luca- era come Celestino V, un ‘cristiano assurdo’. Perché portava il Vangelo tra noi non solo nelle letture”. Con un fervore mistico, il laico De Luca ha richiamato a una testimonianza quotidiana e autentica del cristianesimo. Proprio, “come ha fatto Papa Francesco”. Una conversione elettorale o sincera? Il De Luca cristiano non si avventurerà certamente nell’esegesi della Trilogia e del sacrificio che Dio immolò al mondo, cioè suo figlio. Che a differenza di Piero junior, primogenito del rais, non fece il deputato.
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