Falce e martello: il ritorno
Rifondazione comunista si offre al campo largo: «Anche 200mila voti decisivi per battere le destre»
Il Comitato politico nazionale vota per il cartello elettorale, ma si spacca: 89 sì e 80 no. Il segretario Acerbo rassicura: ora il centrosinistra è molto più a sinistra che al centro
+ Seguici su Google DiscoverRifondazione comunista considera maturi i tempi per tornare ad allearsi con i partiti del centrosinistra. La decisione di aprirsi a un “fronte democratico per la Costituzione” è stata assunta qualche giorno fa dal Comitato politico nazionale e annunciata alla bolognese Radio Città Fujiko dal segretario Maurizio Acerbo.
Rifondazione comunista si vuole alleare col campo largo
Acerbo ha rivendicato le battaglie che ultimamente ha condiviso con i leader del campo largo, dalle manifestazioni pro Gaza al referendum contro il Jobs Act fino a quello contro la riforma della Giustizia, ma ne ha fatto anche una questione di mutate condizioni generali: questo centrosinistra, ha rilevato, è molto più sinistra e molto meno centro di prima per lo spostamento del Pd imposto da Elly Schlein, per la presenza del M5S e di Avs e per il ridimensionamento della componente moderata e riformista.
Il centrosinistra ora è abbastanza di sinistra per la falce e il martello
«L’idea è correre con il nostro simbolo e non ospitati da qualcuno», ha detto Acerbo. Insomma, dopo quasi vent’anni dallo strappo del 2008, con questa compagnia, la bandiera con la falce e il martello potrebbe tornare a sventolare serenamente tra le file del centrosinistra.
Una scelta a maggioranza risicatissima
Allo stato attuale non risultano cenni dal campo largo, che ha già i suoi problemi senza bisogno di imbarcarsi anche quelli di Rifondazione comunista. La “mozione” per il riavvicinamento è passata nel Comitato politico con una maggioranza piuttosto ristretta – 89 sì e 80 no – e con una forte contrarietà dell’ex ministro prodiano Paolo Ferrero. Uno scontro di vertice che potrebbe ripercuotersi sulla base, se – come scrive Repubblica – il partito chiamerà gli iscritti a esprimersi sul tema.
Il “programma” che tutto tiene unito: battere la destra
L’accordo tra Rifondazione comunista e il campo largo, nelle intenzioni del partito, dovrebbe essere solo a livello nazionale e consistere in un cartello elettorale sul modello francese dunque mantenendo una propria indipendenza. «Sarebbe un accordo tecnico che non implica l’adesione alla coalizione di governo», ha detto Acerbo, spiegando che «occorre vedere se ci saranno le condizioni programmatiche». Ma intanto il segretario ha già messo sul tavolo l’unco vero elemento “programmatico” del campo largo: battere la destra a ogni costo e al di là di ogni incompatibilità. Il peso elettorale di Rifondazione comunista è stimato non oltre l’1%, ma «anche 2-3-400mila voti – ha sostenuto Acerbo – possono essere determinanti per battere le destre».
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