Crans Montana
Per Elsa finisce l’incubo della terapia intensiva, dopo 58 giorni è fuori dal Cto di Torino. I genitori: “Non vede l’ora di tornare alla normalità”
+ Seguici su Google DiscoverFinalmente fuori dalla terapia intensiva dove è stata per 58 lunghi giorni. È stata dimessa dal Cto di Torino Elsa Rubino, la quindicenne di Biella rimasta gravemente ferita nel rogo di Capodanno a Crans-Montana. Uscita dal Centro grandi ustionati, ora verrà trasferita al vicino ospedale infantile Regina Margherita. Dove resterà per alcune settimane prima di poter tornare a casa. Ad annunciare la fine di un incubo i genitori della ragazza, Isabella e Lorenzo, e i medici del Cto nel corso di una conferenza stampa (presente anche l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi).
Crans Montana, Elsa Rubino esce dalla terapia intensiva dopo 58 giorni
Per la prima volta dopo mesi, Elsa non è più in isolamento e domenica prossima rivedrà i suoi amici che hanno comprato i biglietti del treno per venirla a trovare a Torino. Non trattiene la gioia e la commozione, mamma Isabella. “I primi giorni Elsa non poteva parlare né muovere le mani. Ee io utilizzavo alcuni cartelli con le lettere per cercare di comunicare. Appena è riuscita a esprimersi da sola, però, ha voluto immediatamente sapere se rischiava di perdere l’anno scolastico. Ha l’energia e la vitalità della sua età e non vede l’ora di tornare alla normalità”.
La mamma Isabella: ha l’energia e la vitalità della sua età
Elsa, che era arrivata in elicottero da Zurigo il 26 febbraio scorso, verrà trasferita per un percorso di demedicalizzazione. “Da quando è arrivata abbiamo dovuto affrontare delle complicanze veramente drammatiche”, ha spiegato il direttore del Centro grandi ustionati, Massimo Navissano. “E ne siamo usciti grazie al lavoro di tutti. E questa è la forza di un centro come il nostro. Dove oltre agli anestesisti, ai chirurghi plastici abbiamo coinvolto chirurghi generali, psicologi, psichiatri, gastroenterologi, dietiste, fisiatri e fisioterapisti, nefrologi, logopediste. Una quantità di specialisti enorme che hanno vissuto e sono passati dentro il centro a seguire Elsa e gli altri pazienti”.
Il direttore del Centro grandi ustionati: la fase a rischio vita è superata
“Siamo contenti – ha proseguito il medico – di poter dire che la fase acuta, la fase a rischio della vita, è superata. Abbiamo deciso di trasferire Elsa in una struttura pediatrica temporanea prima del rientro a casa, per un passaggio intermedio. Perché sia più dolce e meno drammatico il passare da una terapia intensiva e sub intensiva a casa. Continueremo a seguirla e tornerà da noi anche in futuro”.
Papà Lorenzo: ora per noi è come lasciare una famiglia
Commosso papà Lorenzo ringrazia lo staff dell’ospedale. “È stato un percorso molto difficile. Non lo avremmo potuto superare senza l’aiuto di medici, infermieri e oss che ci hanno accompagnati passo passo nelle nostre paure. Abbiamo lavorato come un team. Ora per noi è come lasciare una famiglia. Andiamo verso un’altra destinazione ma siamo stati rassicurati su come verrà seguita Elsa”. Nonostante le tante difficoltà il papà ha raccontato che Elsa si è sentita accudita come in una grande famiglia. Tanto che ha pianto quando ha saputo del trasferimento.
“Tutto il personale sanitario ha pianto e riso con noi”
“Non siamo ancora usciti dal tunnel. E sappiamo che il percorso sarà ancora lungo, stiamo vivendo il presente”, ha aggiunto. “Tutto il personale sanitario in questi mesi ha pianto con noi, ha riso con noi. Si è occupato quotidianamente di noi come del resto fanno con tutti i pazienti, dunque è stata importantissima la componente umana che abbiamo trovato al nostro arrivo a Torino”, ha detto la mamma raccontando che la figlia da marzo ha ripreso a distanza il percorso scolastico. “Elsa sta bene. Ovviamente ha momenti di fragilità, ha dei flashback ma ha le risorse di una ragazza di 15 anni, ha voglia di riprendere la sua vita, di vedere i suoi amici, ha iniziato il percorso scolastico nella speranza di non perdere l’anno”.
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Italpress - di Italpress