Visita a Poggioreale
Per Antonio Conte si allontana l’ipotesi di un ritorno in Nazionale
L'allenatore pugliese ha incontrato i detenuti del carcere. A chi gli chiede della panchina azzurra sorride e non risponde. Intanto il ministro Abodi richiama tutti al senso di responsabilità per il futuro
+ Seguici su Google DiscoverAntonio Conte va a Poggioreale, nel carcere storico di Napoli, sprona i detenuti a “non mollare mai” e lascia cadere indirettamente l’ipotesi di diventare il nuovo tecnico della Nazionale. L’allenatore leccese ha tenuto ieri una sorta di lectio magistralis con una lezione di vita.
La Nazionale
A chi gli chiedeva se avesse lasciato il Napoli per la panchina della Nazionale italiana, con il quale ha un contratto di 8 milioni netti che scade a giugno 2027, Conte ha risposto sorridendo e lasciando cadere il momento. La reazione fa il paio con quello che aveva dichiarato domenica scorsa a Parma, quando aveva ricordato di “non essersi mai proposto“. Anche se nulla è definito, considerando che il prossimo presidente della Figc verrà scelto, tra Giovanni Malagò e Nicola Abete, il 22 giugno, a questo punto sembra essere molto difficile che il tecnico della squadra partenopea torni a guidare la rappresentativa Azzurra.
“Non mollare mai”
L’incontro con i detenuti, nell’ambito della rassegna “Pensieri di libertà” dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, si è trasformato in una lezione che va oltre lo sport. Conte ha parlato di errori senza filtri. “Non mollare mai” non come slogan da spogliatoio, ma come principio concreto nella vita di tutti i giorni: sbagliare è inevitabile, fermarsi no. La differenza sta nella reazione. Accettare l’errore, guardarlo in faccia, trasformarlo in qualcosa di utile e provare a non ripeterlo. Il fallimento, ha spiegato, non si cancella: si attraversa. Solo così può diventare un punto di ripartenza.
Abodi: “Nessuna voglia di commissariamento”
Sul tema Nazionale è tornato a parlare il ministro dello sport, Andrea Abodi. “C’è la suggestione che il ministro possa fare tutto, ma a prescindere dalla responsabilità io non ho alcuna voglia di invadere. Sono infastidito da questa cantilena che la politica si deve occupare di sport, ma non deve occuparlo. Nessuno ha voglia di occupare niente. Non c’è nessuno che non abbia responsabilità, io mi prendo le mie e sono pronto a parlarne”, ha detto Abodi. “”Io non ho alcuna voglia di commissariare perché non posso, non ho alcuna voglia di forzare la mano perché non voglio ma ho l’obbligo, per il ruolo che mi è stato affidato dal presidente Meloni, di contribuire ad una soluzione di sistema”, ha aggiunto il ministro.
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