I fuochi incrociati M5S-Pd
Destabilizzati dallo Stabilicum: la legge elettorale manda in tilt il campo largo. Conte prepara la trappola per Schlein
Soffiano venti di burrasca nel centrosinistra sulla legge elettorale proposta dal governo Meloni. Mercoledì in commissione Affari costituzionali alla Camera si apriranno le audizioni sul nuovo testo proposto dal centrodestra, con le opposizioni pronte a dare battaglia ma che nel frattempo si disuniscono. Con contrappunto singolare, lo Stabilicum sta destabilizzando il campo largo. La stalla polare della proposta del governo Meloni è quella di garantire, a risultato elettorale acquisito, una maggioranza certa, quindi una maggiore stabilità di governo, quindi un allontanamento di ipotesi di governi tecnici in caso di parità. Ebbene, ad oggi, nel centrosinistra la discussione sulla nuova legge elettorale ha sortito l’effetto contrario: scuotere i partiti di opposizione, con sgambetti e trappole di complemento tra Conte e Schlein. Nella nuova legge elettorale sarà infatti obbligatorio indicare, prima del voto, il presidente del Consiglio a cui si propone venga affidato l’incarico. E qui iniziano i problemi.
Il nodo della leadership nel campo largo
Al centro delle tensioni politiche non vi sarebbe soltanto il contenuto della riforma elettorale, ma soprattutto la questione della futura leadership del centrosinistra, uno degli elementi più divisivi da sempre all’interno del campo largo, al punto che il tema della guida rischia di trasformarsi in un elemento di tensione permanente tra le diverse componenti della coalizione, da qui alle elezioni politiche del 2027. Elly Schlein in tutti i sondaggi sul tema primarie di coalizione è superata da Giuseppe Conte e tallonata dalla sindaca di Genova Silvia Salis. Inizia per Elly una sorta di via Crucis. E, al contrario, già sono bene evidenti le intenzioni dei Cinquestelle.
La nuova legge elettorale manda ai matti Pd e M5S
Chiara Appendino, deputata ascoltata e in vista del mondo grillino- cavalca le primarie come se non cui fosse un domani. «Sono la via maestra per scegliere il leader della coalizione, non c’è motivo di esitare». E lancia il guanto di sfida ad Elly Schlein: «Se qualcuno ha paura, lo dica. Elly Schlein? L’abbiamo vista arrivare, spero che la vedremo anche confrontarsi serenamente in un passaggio democratico con Giuseppe Conte (foto) e con chi vorrà partecipare». Le chance di vittoria di Conte crescono, stando ai sondaggi. Per questo il leader Giuseppe Conte che si sente “il” candidato in pectore, si starebbe portando avanti e informalmente – attestano rumors su alcuni quotidiani – avrebbe fatto pervenire al Pd alcun condizioni: le primarie dovranno essere apertissime sia nei gazebo sia online e dovranno svolgersi a turno unico.
Lo Stabilicum è destabilizzante per il campo largo…
Il motivo è evidente, in caso di ballottaggio, nel caso dovessero esserci altre candidature – Silvia Salis, Gaetano Manfredi, Ernesto Maria Ruffini, Giorgio Gori – queste toglierebbero consensi più alla segretaria del Pd Schlein che al leader del M5S, secondo il pensiero del suo leader. E il Pd cosa fa? La solita cautela, la solita litania: prima i programmi e poi le primarie. Osserva Walter Verini, senatore dem e capogruppo in commissione Antimafia: «Il tempo in queste settimane va dedicato a costruire un programma credibile e condivisibile. Senza perderne altro. Dopodiché si deciderà come scegliere la leadership che non può che essere condivisa, unificante e competitiva». Belle parole, ma il succo?
Conte e la trappola delle primarie “a condizione”
Il succo lo detterà il timing. Lo Stabilicum si farà. Elly, in virtù di essere la leader del primo partito di opposizione, dormirebbe ancora sonni tranquilli, nonostante le condizioni-capestro di Conte e i sondaggi per lei traballanti. I veti incrociati Pd-M5S potrebbero indurre, poi, alla scelta di un “terzo” nome. Si torna dunque alle primarie come grande fattore destabilizzante, accelerato dalla nuova legge elettorale in elaborazione: ossia le regole che Giuseppe Conte vorrà imporre e un Pd che presumibilmente dovrà accettare, come successo in tanti altri casi. L’alternativa? Non fare le primarie o rinunciare all’alleanza con il M5S. Sì, con tutta evidenza lo Stabilicum sta mandando al manicomio il centrosinistra.