Testicoli sbianchettati
Toro “castrato” in Galleria, De Corato all’attacco: “L’ennesimo sfregio woke della giunta Sala”
A qualcuno piace woke, nella giunta Sala. Non si spiega altrimenti il restauro con tanto di “castrazione” del celebre Toro della Galleria Vittorio Emanuele II. Quello che per generazioni di milanesi e turisti è stato uno dei simboli più iconici della città è finito al centro di un’ondata di proteste e ironie sui social per un dettaglio che non è passato inosservato: gli attributi dell’animale sembrano essere scomparsi.
A innescare la bufera è stato lo stesso assessore comunale alle Opere pubbliche, Marco Granelli, che ha celebrato sui social il completamento dell’intervento. «Il mosaico del Toro è tornato in Galleria Vittorio Emanuele, completamente restaurato», ha scritto, complimentandosi con l’artigiano incaricato dei lavori.
In questi giorni non si parla d’altro a Milano. Di lui … del Toro della Galleria Vittorio Emanuele II a Milano. pic.twitter.com/wjQjk0AYI5
— andrea cherchi (@cherchiandrea) June 1, 2026
Ma le immagini pubblicate hanno scatenato immediatamente la reazione dei cittadini. Decine i commenti indignati: «È diventato un bue», «Il Toro è stato castrato», «I testicoli che fine hanno fatto?», fino alle immancabili battute sull’ennesima deriva “inclusiva” e politicamente corretta.
Toro senza testicoli: la beffa del restauro in Galleria Vittorio Emanuele a Milano
Al centro della controversia c’è infatti la parte più famosa del mosaico, consumata da decenni dal tradizionale rito scaramantico che vede milioni di visitatori appoggiare il tallone destro sugli attributi del Toro e compiere una rotazione completa per propiziarsi fortuna e ritorno a Milano. Una tradizione storica che fa parte dell’identità stessa della Galleria.
L’intervento, costato circa cinquemila euro e durato quattro giorni, è stato eseguito dal restauratore bellunese Gianluca Galli, già autore del precedente restauro del 2017. L’obiettivo era ripristinare le tessere maggiormente usurate dal continuo passaggio dei turisti.
Da Fratelli d’Italia Riccardo De Corato manifesta tutto il suo disappunto.
«Apprendo con profonda indignazione dell’ennesimo e gravissimo sfregio che la giunta Sala è riuscita a compiere nei confronti dei milanesi e della loro città. Il Toro della Galleria Vittorio Emanuele, durante un tentativo maldestro di restauro, è stato letteralmente “castrato”», attacca il deputato di Fratelli d’Italia, vicepresidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex vicesindaco di Milano.
“L’ennesimo sfregio della giunta Sala ai milanesi”
De Corato punta il dito anche contro le dichiarazioni dell’assessore Granelli, accusandolo di aver liquidato una tradizione storica come una semplice attrazione turistica.
«Quale ignoranza e quale incompetenza. Come può Milano essere governata da chi non conosce nemmeno la storia e i tesori della propria città?», prosegue l’esponente di FdI.
Da qui la richiesta di un intervento diretto del sindaco Giuseppe Sala: «Di fronte a tanto sfacelo esigo che il sindaco si assuma le proprie responsabilità e garantisca senza tentennamenti che il Toro, uno dei simboli più conosciuti e preziosi della cultura meneghina, venga riportato al più presto alla sua forma originale».
Una vicenda che, oltre le polemiche sul restauro, riaccende lo scontro politico sulla gestione del patrimonio storico e identitario di Milano da parte dell’amministrazione di centrosinistra. Qualcuno spieghi al sindaco Sala che il Toro della Galleria non è soltanto un mosaico da preservare, ma un simbolo che merita rispetto e tutela e non stucchevoli inchini al “politicamente corretto”.