La proposta avanzata da FdI
Lo schiaffo del sindaco di Como ad Alida Valli, una grande italiana: nessuna intitolazione all’artista. Sylos Labini: “Sindaco, ripensaci”
“Sono nata e morirò italiana, scrivetelo sulla mia tomba”. Istriana di Pola, la diva anticonformista ha segnato la storia del cinema. La proposta di intitolarle il lungolago per in vent'anni dalla sua scomparsa
+ Seguici su Google DiscoverComo dice no a una grande italiana: Alida Valli. Nessun tratto di lungolago verrà intitolato all’italianissima attrice, a vent’anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 22 aprile del 2006. Una straordinaria vicenda artistica e umana, una delle attrici più amate e complesse della storia del cinema mondiale. Istriana di Pola, di lei è noto un episodio che dice tutto: un episodio che parla da solo circa l’italianità rivendicata sempre dall’attrice. Che portò la sua Pola nel sangue fino alla fine. Le volevano conferire la cittadinanza di artista croata ma lei la rifiutò sdegnosamente l’onoreficenza che i volevano conferirle. Non poteva. “Sono nata e morirò italiana, scrivetelo sulla mia tomba”, disse in quell’occasione in molte interviste. Consacra come la “fidanzata degli italiani”, fu grande interprete e musa dei più grandi registi: con Alfred Hitchcock e accanto a Gregory Peck e Orson Welles, dove trovò a una nuova maturità artistica con maestri come Luchino Visconti, Michelangelo Antonioni, Pier Paolo Pasolini e Bernardo Bertolucci, Dario Argento.
Como dice no all’intitolazione del lungolago di Como ad Alida Valli
Ebbene, per il sindaco di Como Rapinese Alida Valli non merita l’intitolazione del lungolago nella città dove l’attrice visse in periodi della sua vita. La giunta ha bocciato l’intitolazione avanzata dall’esponente di FdI Lorenzo Cantaluppi. Si trattava di un omaggio all’attrice che ha amato questo angolo di Italia e che ha scritto la storia del cinema di questo Paese. Si tratta della seconda richiesta che viene rigettata, la prima è stata rifiutata nell’anno del quindicesimo anniversario della scomparsa ed era stata presentata da un altro esponente di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, Sergio De Santis. L’insensibilità regna sovrana su quel ramo del lago di Como, dove la Valli, esule istriana e comasca di adozione visse. La risposta del sindaco Alessandro Rapanese fa cadere le braccia:
Alida Valli e Como, la proposta di FdI bocciata due volte
“Grande professionista nel suo settore, ma temo che se oggi dovessimo intitolare tutti i luoghi di cui le persone si sono innamorate, dovremmo dedicare ogni metro quadro della città alle star che oggi sono in giro per il mondo a magnificare Como. Non voglio sminuire l’importanza di Alida Valli, nulla di personale, ma non avverto l’esigenza: concedere tale onore deve essere attentamente valutato e, dopo averlo fatto, il parere non può che essere negativo”. Torna sulla questione il regista, attore e conduttore Edoardo Sylos Labini che proprio domenica 19 aprile inaugurerà la nuova serie dei suoi “inimitabili” su Rai3 in seconda serata proprio alla grande attrice. “Sindaco Rapinese torni su suoi passi. Dovrebbe essere fiero che Alida Valli, un mito italiano del cinema mondiale, abbia vissuto la sua infanzia a Como: intitoli una parte del lungolago ad Alida!!”. Così in un video sui suoi profili social l’ attore e conduttore Rai.
Sylos Labini: “Sindaco Rapinese, ci ripensi”
Magari il sindaco di Como potrebbe guardare la puntata di domenica e rendersi conto di cosa ha rappresentato Alida Valli per la storia del cinema e farsi una cultura. Il racconto, girato tra Como, Venezia, Roma e Pola, segue i passaggi cruciali della sua vita: l’ingresso giovanissima nel mondo del cinema, il successo negli anni dei “telefoni bianchi” che la consacra come la “fidanzata degli italiani”, e poi il trauma della guerra, le polemiche del dopoguerra e la sfida di reinventarsi. Da Hollywood, dove lavora con Alfred Hitchcock e accanto a Gregory Peck e Orson Welles, al ritorno in Italia, dove trova una nuova maturità artistica con maestri come Luchino Visconti, Michelangelo Antonioni, Pier Paolo Pasolini e Bernardo Bertolucci.
Gli “Inimitabili” di Sylos Labini iniziano con Alida Valli. Il sindaco prenda appunti…
La narrazione intreccia cinema, storia e vita privata: l’amore perduto durante la guerra, gli scandali mediatici che ne segnano la carriera, la forza con cui Valli riesce ogni volta a rialzarsi, trasformando le difficoltà in nuove stagioni creative, fino agli ultimi anni dedicati al teatro. Una grande italiana. Ad arricchire il racconto interverranno Paolo Mereghetti, tra i più autorevoli critici cinematografici italiani, che ricostruisce il mito artistico di Alida Valli e il contesto del cinema italiano tra gli anni Trenta e il dopoguerra; Marcello Foti, che illumina il ruolo del Centro Sperimentale di Cinematografia nella formazione degli attori dell’epoca; Pier Paolo De Mejo, nipote dell’attrice, che offre uno sguardo intimo sulla dimensione familiare. Ne emerge il ritratto di una diva fuori dagli schemi: elegante ma ribelle, fragile e tenace, capace di attraversare scandali, mutamenti storici e rivoluzioni cinematografiche restando sempre fedele a sé stessa.
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