Alla faccia del pluralismo
Islam in cattedra, lezioni di Corano a scuola a Modena e catechismo islamico in parrocchia a Brindisi. FdI: è indottrinamento
+ Seguici su Google DiscoverLezioni di Corano a scuola a Modena e “catechismo” islamico in parrocchia a Brindisi: rieccoci qua, dopo il Ramadan e dopo i convegni monocratici pro-Pal nelle scuole, a parlare di inclusione che esclude e accoglienza che monopolizza e discrimina. Così, mentre in molte scuole italiane il presepe viene bandito e il Crocifisso rimosso per non “offendere” nessuno, l’islamizzazione corre veloce e trova porte spalancate proprio nelle aule e persino nelle parrocchie. Gli ultimi casi, tra Modena e Brindisi, delineano un quadro inquietante: un cedimento culturale sistematico che scambia abdicazione (e rinuncia silente) per integrazione.
Islam a scuola: da Modena a Brindisi tutti a lezione sul Corano
La Verità rilancia la notizia del doppio caso (e del doppiopesismo ideologico declinato alla scuola) dell’Islam che sala in cattedra in ben due istituti del Bel Paese. A Modena, l’Istituto tecnico “Fermi” ha organizzato per domani (sabato 18 aprile, ndr) una “full immersion” di due ore sulla fede islamica per otto classi seconde: un pubblico così nutrito che avrebbe richiesto l’organizzazione di due turni: uno dalle 8 alle 10 e l’altro dalle 11 alle 13. Il relatore del progetto in calendario intitolato “Identità e fede islamica”? Un esponente dell’Ucoii (Unione comunità islamiche italiane). Non un dibattito pluralista, ma una lezione frontale somministrata a minorenni su dottrina e visione.
L’islam sale in cattedra, il crocifisso sparisce: ultimo schiaffo alla nostra identità
Tanto che scrive il quotidiano diretto da Belpietro: «Il progetto, assicura il dirigente, è “inserito nel piano triennale dell’offerta formativa. Quindi approvato dal consiglio di istituto”. E in effetti, spulciando nel Ptof, apprendiamo che già nel documento del 2022 era presente un paragrafo interamente intitolato Identità e fede islamica in cui venivano previste “lezioni con le singole classi sulla storia e lo sviluppo dell’islam, la sua dottrina e le suddivisioni, aspetti caratteristici e ambiti di discussione (visione della donna, della fratellanza universale, del matrimonio, fondamentalismo)”».
Islam a scuola, Evangelisti (FdI): «Grave l’incontro su “Identità e fede islamica” a Modena
Sulla vicenda è intervenuta con fermezza Marta Evangelisti, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Emilia-Romagna, annunciando un’interrogazione. E asserendo nel dettaglio con nettezza: «Esprimiamo forte sconcerto per l’incontro organizzato all’Itis Fermi di Modena nella giornata di domani Sabato 18 Aprile, dal titolo Identità e fede islamica, che già nel nome non lascia dubbi sulle finalità dell’iniziativa». Ribadendo ulteriormente: «Ancora più preoccupante è la scelta del relatore, espressione dell’Ucoii, realtà considerata vicina ai Fratelli Musulmani: un elemento che rende l’incontro come una potenziale azione di indottrinamento ideologico nei confronti degli studenti».
«Siamo davanti ad un potenziale indottrinamento degli studenti»
Aggiungendo peraltro in calce: «In una Regione che usa sempre di più due pesi e due misure. Solo pochi mesi fa la Madonna di San Luca, simbolo di pace e speranza, veniva lasciata fuori dai cancelli di una scuola bolognese in nome della laicità. Mentre oggi nella vicina Modena si organizzano incontri dentro le classi su un’unica fede religiosa, peraltro molto intransigente nei messaggi, nei confronti delle donne. E poco conciliante con il nostro modello di vita occidentale».
«Presentiamo interrogazione in Regione»
Concludendo quindi: «Per questo abbiamo presentato un’interrogazione in Regione per sapere se la Giunta regionale sia a conoscenza del progetto. Se siano state informate le famiglie. E garantito il diritto di queste ad esprimere il consenso o a optare per attività alternative. Inoltre, c’è da chiarire se sia stata prevista la presenza di altre confessioni o di esperti laici per assicurare un reale confronto plurale».
E l’imam fa lezione di catechismo islamico in parrocchia a Brindisi
Ma non è tutto. Sì, perché il corto circuito non risparmia neppure il clero. A Brindisi allora, nella parrocchia di San Lorenzo, è andato in scena una sessione di “catechismo” islamico tenuto dall’imam locale davanti a una platea di religiosi e docenti, con l’avallo dell’Arcivescovo. Più precisamente, scrive La Verità: «All’evento, pubblicizzato anche sul sito dell’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni e intitolato Conosci l’Islam?, erano invitate comunità parrocchiali. Comunità religiose. Operatori ecclesiali. Aggregazioni. Insegnanti Irc, docenti e associazioni territoriali (…)».
Identità sacrificata sull’altare del politicamente corretto?
E citando la storia: «Uno scenario che farebbe rabbrividire gli oltre 800 martiri che, nell’agosto del 1480, furono uccisi dai Turchi guidati dal comandante Gedik Ahmet Pascià nella vicina Otranto per non essersi convertiti alla fede islamica. E che vennero prima beatificati nel 1771 dal pontefice Clemente XIV. Poi canonizzati il 12 maggio 2013 da Papa Francesco»…
Insomma, siamo alle solite: all’applicazione dei “due pesi e due misure”. La nostra identità viene sacrificata con disinvoltura sull’altare del politicamente corretto. E nel mentre si stendono tappeti rossi a chi professa modelli di vita spesso inconciliabili con i nostri valori occidentali. Di più. Se la scuola pubblica abdica al suo ruolo di neutralità per trasformarsi in veicolo di propaganda religiosa straniera, a rischio non c’è solo la laicità, ma ben altro…
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