Minacce e annunci alla vigilia
Summit Lega, assedio di serpentoni rossi: 3 cortei per accerchiare l’evento di giovani del Pd a braccetto coi violenti dei centri sociali
+ Seguici su Google DiscoverL’occasione (vogliamo dire il pretesto?) è il corteo organizzato dalla Lega coi patrioti europei per domani (sabato 18 aprile, ndr) intitolato come noto “Remigration Summit“. L’obiettivo reale è il solito: negare il diritto di espressione a chi non si piega al pensiero unico progressista. Risultato: Milano si prepara a un sabato di tensione. La colpa? Una mobilitazione coordinata della galassia antagonista, a cui si è accodato con entusiasmo il Partito democratico nella sua fascia giovanile, per tentare di silenziare la manifestazione del Carroccio.
Corteo Milano, città assediata: il Pd si accoda a centri sociali e collettivi contro la piazza leghista
Il copione, insomma, è quello già visto e andato pericolosamente in scena anche troppe volte. Ma i toni, in questa occasione, si fanno più minacciosi che mai. Tre diversi cortei (in Piazza Lima, Piazza Tricolore e Piazza Argentina) confluiranno in un unico serpentone rosso che mira ad “accerchiare” il centro. E tra sigle pro-Pal, centri sociali come il Lambretta e il Cantiere, spicca (non proprio a sorpresa, dati gli annunci su Facebook) la presenza dei Giovani democratici.
Gli annunci social bellicosi del braccio giovanile di Elly Schlein
Il braccio giovanile della Schlein non ha esitato a usare termini come “marmaglia” e “sfregio” per definire i propri avversari politici, invocando una sorta di diritto di prelazione ideologico sulle strade milanesi. Secondo la sinistra, infatti, percorrere le vie del centro sarebbe un “oltraggio” alla Resistenza, quasi esistessero zone della città interdette a chi non possiede la tessera dell’Anpi.
L’annuncio allora, è tutto un programma: «Consentire a un partito razzista, xenofobo e ideologicamente fascista come la Lega per Salvini» di seguire lo stesso percorso della manifestazione del 25 aprile, da Via Palestro fino a giungere in Piazza Duomo, in vista del Remigration Summit di domani, 18 aprile, «è uno sfregio alla città Medaglia d’Oro per la Resistenza». Poche parole, ma incendiarie, che inquadrano le mobilitazioni di associazioni e partiti che il prossimo sabato scenderanno in strada con tre differenti cortei per protestare contro la manifestazione annunciata dal leader della Lega Matteo Salvini.
Milano, Corteo della Lega e contromanifestanti ai blocchi di partenza
Dunque, la prima manifestazione partirà alle ore 14 da Piazza Lima (precedentemente convocata in Largo Cairoli) al grido di «Milano è migrante. Fuori i razzisti e i fascisti da Milano». E vedrà la partecipazione di associazioni, partiti e realtà auto organizzate solidali. Il secondo corteo si ritroverà quindi in Piazza Tricolore, organizzato da diversi spazi sociali milanesi, tra cui il centro sociale Lambretta. Anche in questo caso lo slogan è chiaro (e la minaccia alla sicurezza altrettanto): «Antifa. Liberiamo Milano. Senza paura, contro fascismo, razzismo e sessismo». Un terzo serpentorne, infine, è stato convocato in Piazza Argentina alle 13.30, con il corteo delle realtà palestinesi.
Tre “serpentoni” rossi contro il Summit al grido di “sfregio al 25 aprile”
Le tre manifestazioni si uniranno in unico corteo all’altezza di Piazza 5 Giornate per poi arrivare in Piazza Santo Stefano, zona Università Statale. Ma la scelta delle tre piazze è tutt’altro che casuale. E lo rilanciano gli stessi militanti pronti a sfilare: «Piazze diverse perché siamo composizioni diverse, ma l’obiettivo è lo stesso»… E alla fine della fiera di dichiarazioni e presidi annunciati, oltre al folklore ideologico, emerge nitido, ahinoi, il volto violento dell’estremismo. Sui muri di Milano e vicino ai licei sono apparse scritte inquietanti che riportano ai peggiori anni di piombo: «Uccidere un fascista non è reato».
Pd giovanile, professionisti del disordine e violenti a braccetto “contro”
Perché è questo il clima in cui si muovono i “professionisti del disordine”. Gli stessi che parlano di democrazia mentre imbrattano muri e manifesti, e minacciano chiunque voglia discutere di controllo dei confini e identità. E così, mentre la Lega si prepara a parlare di difesa dei diritti e protezione dei cittadini, la sinistra risponde con bufale e attacchi strumentali che sul crinale filologico quanto militante, parlano di “deportazioni” e di sollevazioni della piazza dell’odio. E invece Milano – come ricordato a più riprese dai contro-manifestanti ai blocchi di partenza – Medaglia d’Oro per la Resistenza, meriterebbe una discussione democratica. Non di essere ostaggio di chi usa il cavallo di Troia dell’antifascismo come clava per impedire il dissenso.
Leggi anche
Ultima notizia
La svolta nel Golfo
Missione europea “difensiva” nello stretto di Hormuz. Meloni annuncia: “Pronti a inviare le nostre navi”
Esteri - di Leo Malaspina