"La scuola ferma i bulli"
Bullismo, gli studenti presentano “21 buone pratiche” per sconfiggerlo: esempi positivi e condivisione
+ Seguici su Google DiscoverProposte, progetti, riflessioni. È stato uno spazio di confronto e dialogo incentrato sulla forza dei modelli positivi l’incontro che si è svolto al ministero dell’Istruzione “La scuola ferma i bulli. Esempi di buone pratiche educative”. All’evento, svolto alla presenza del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, sono state presentate 21 buone pratiche contro il bullismo e il cyberbullismo di 21 scuole, una per ogni Regione e Provincia autonoma, selezionate tra 450 progetti presentati al ministero.
Le buone pratiche degli studenti contro il bullismo
I progetti sono stati realizzati traducendo in azioni concrete i principi di rispetto reciproco, collaborazione e responsabilità digitale, contribuendo in modo significativo alla crescita civile e sociale delle comunità scolastiche e presentati dai ragazzi, accompagnati dai loro docenti, attraverso contributi audiovisivi, testimonianze e momenti di confronto. Incoraggiandosi a vicenda a condividere e a replicare le proprie “buone pratiche”.
Valditara: «Studenti e docenti hanno in sé la forza di sconfiggere il bullismo»
«Le 21 buone pratiche provenienti dalle scuole che abbiamo conosciuto oggi dimostrano che gli studenti, insieme ai loro docenti, hanno già in sé la forza e le capacità di sconfiggere il bullismo e la violenza. Un messaggio emerso chiaramente quando ho incontrato il giovane studente che ha salvato la sua insegnante da un’atroce aggressione a Trescore Balneario», ha detto Valditara. «I progetti che abbiamo ascoltato – ha spiegato il ministro – si focalizzano su punti precisi che devono essere alla base dell’insegnamento dell’educazione all’empatia, che ho fortemente voluto: capacità di immedesimarsi nell’altro; combattere l’odio; non voltarsi dall’altra parte di fronte a violenze e inciviltà; seguire la cultura delle regole; ripristinare il senso del limite; difendere valori forti come amicizia, amore, rispetto; sradicare quella vigliaccheria che è alla base del bullismo e che l’anonimato consentito dal web ha rafforzato».
I testimonial Patrizio Oliva e Samuele Carrino
Testimonial della giornata, il campione olimpico e mondiale di pugilato Patrizio Oliva, impegnato a diffondere i valori dello sport, dell’impegno e della dedizione e la cultura del rispetto nella scuola e nella vita quotidiana, e Samuele Carrino, attore protagonista nel film Il ragazzo dai pantaloni rosa, dedicato alla drammatica storia di bullismo di Andrea Spezzacatena. Nel corso della giornata si è svolto anche un laboratorio dedicato alla cultura del rispetto e alla gentilezza che ha coinvolto due classi della Scuola primaria.
Il valore educativo e formativo dello sport
«Lo sport è uno strumento altamente educativo e formativo, un deterrente per combattere il bullismo», ha detto Oliva, sottolineando che «la forza non va usata per colpire, ma per accogliere, per chiedere aiuto, per dire basta a ogni sopruso. Nel silenzio si coltiva il bullismo: chi si volta dall’altra parte diventa complice. Il bullo, che in realtà non è altro che un vigliacco, non riesce a gestire le proprie fragilità e le trasforma in violenza. Tutto questo si contrasta con l’educazione e la cultura».
Il cambiamento che ciascuno può generare
«Di fronte a una persona in difficoltà o vittima di bullismo – è stato il richiamo di Carrino – non bisogna mai tacere e voltarsi dall’altra parte. Le parole possono distruggere una vita, ma anche salvarla. Per questo è importante ascoltare, non restare in silenzio, denunciare e non aver paura di essere sé stessi. Questa è la vittoria più grande: essere capaci di generare cambiamento».
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