L'ultima barbarie
Sarzana, orrore al parco giochi per bambini: nigeriano uccide e si cucina un gatto. Brambilla: inaccettabile. Ora sia punito
+ Seguici su Google DiscoverUccide un gatto e lo butta sulla graticola per cucinarselo. Orrore e degrado sono diventati termini del nostro lessico, eppure non ci si rassegna mai. E non ci può rassegnare. Nessuna giustificazione o ricostruzione di sorta ci potrà mai anestetizzare di fronte a tanto orrore dispensato con una agghiacciante normalità e banalità del male. E allora, ci sono immagini che non vorremmo mai commentare, ma che fotografano più di qualsiasi statistica o analisi psicanalitica il fallimento totale di un certo modello di accoglienza.
Orrore a Sarzana, nigeriano uccide e si cucina un gatto al parco giochi per bambini
Ed è sulla scia di questo ragionamento elementare quanto veritiero – come tutte le realtà semplicistiche – che arriviamo a Sarzana, nello Spezzino, dove un parco pubblico – un’area dedicata al gioco dei bambini – si è trasformato nel teatro di una scena degna di un incubo preistorico. Quella che ci rimanda a un clandestino nigeriano sorpreso e fotografato mentre arrostiva un gatto appena ucciso su un fornelletto improvvisato…
E si badi bene: quello appena descritto, per quanto sommariamente, non è stato un gesto dettato dalla fame – le mense caritatevoli nella zona non mancano –. Ma l’ostentazione implicita di un istinto barbaro che ignora le leggi, la sensibilità, e le basi del vivere civile della comunità occidentale che ha accolto l’immigrato. Anche per questo, allora, l’episodio ci arriva come una sonora sberla sferrata in pieno volto, alla nostra cultura e sensibilità.
Per quanto il nostro comune sentire – dissentire e inorridire – sia già stato messo duramente alla prova dagli orrori visti a Campiglia Marittima, o nel centro di accoglienza di Briatico, dove cani e gatti venivano scuoiati e consumati come se l’Italia fosse una giungla senza regole.
I precedenti che, supponiamo, non faranno giurisprudenza
E allora, forse perché ancora toccati dai precedenti. Forse perché sensibilizzati da tanta raggelante disinvoltura nel perpetrare un orrore ormai quotidiano, fatto sta che, anche in questo caso, le reazioni politiche non si sono fatte attendere. Il senatore della Lega, Manfredi Potenti, ha parlato di «orrori tribali a casa nostra». Mentre l’assessore alla Sicurezza di Sarzana, Stefano Torri, ha definito il gesto «atroce e inaccettabile».
Le reazioni della politica e l’appello della Brambilla
Ma, soprattutto, è Michela Brambilla – deputata di Noi moderati e presidente dell’Intergruppo parlamentare per i Diritti degli animali – a intervenire sulla vicenda con fermezza. Invocando l’applicazione della legge che prevede fino a quattro anni di carcere e auspicando l’immediata espulsione del soggetto.
Il nigeriano che uccide e cucina il gatto sia punito: cosa prevede la legge
Più precisamente, sulla vicenda Brambilla ha dichiarato: «Non possiamo tollerare che, nel nostro Paese, avvengano simili episodi. Soprattutto quando i responsabili sono persone che evidentemente non rispettano né le nostre leggi, né la nostra civiltà». Sottolineando anche: «Per questa ragione ci accerteremo che il criminale che ha compiuto questo barbaro gesto venga punito in base alla legge Brambilla, che per l’uccisione con crudeltà prevede fino a quattro anni di carcere e 60.000 euro di multa, sempre abbinati. E che – ove ne ricorrano i presupposti – vengano immediatamente avviate le procedure di espulsione».
Il caso e il possibile esito giuridico…
L’uomo, per l’appunto, è stato denunciato: e le forze dell’ordine lo confermano. Ma, ahinoi, non possiamo non ipotizzare al limite della certezza che il clandestino nigeriano né finisca in cella. Né che non verrà espulso. Qualche appiglio giuridico servirà molto probabilmente alla bisogna e l’indulgenza alla fine avrà la meglio. Quanto alla multa, inutile dire che è difficile pensare che il soggetto sarà in grado di pagare…
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