Braccio di ferro
Migranti e Cpr in Toscana, Viminale avanti tutta, ma Giani ha la “sindrome di Capalbio”: no per non rovinare il turismo
+ Seguici su Google DiscoverMigranti e Cpr in Toscana, il governo fa sul serio e non molla la presa. E il braccio di ferro per l’apertura del centro nel comune di Aulla, entra nella fase decisiva. Come noto, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha individuato l’area idonea nel piccolo centro in provincia di Massa-Carrara, scatenando le barricate del governatore Eugenio Giani e di tutto il Pd toscano. Tuttavia, i numeri parlano chiaro: nel 2025 quasi la metà degli arrestati nella regione è straniera e i rimpatri nazionali nel primo trimestre 2026 sono già cresciuti del 20%.
Migranti, Cpr in Toscana: il Viminale tira dritto, Giani recalcitra
Ma non è tutto. Perché per Fratelli d’Italia il tempo dei veti ideologici è scaduto. Tanto che la capogruppo regionale Chiara La Porta ha richiamato la giunta alle proprie responsabilità: «Basta ipocrisia, basta no ideologici. I centri di permanenza per il rimpatrio servono in ogni regione, compresa la Toscana. E anche qui va realizzato. La sinistra nostrana e la giunta regionale se ne facciano una ragione e collaborino con il governo per individuare la collocazione più idonea e così poter avviare rapidamente la costruzione. L’alternativa è continuare a distogliere per giorni numerosi agenti dal controllo del territorio perché impiegati nei trasferimenti. E allo stesso tempo veder peggiorare la situazione dei centri di accoglienza straordinaria, critica già adesso».
Migranti, Cpr in Toscana, La Porta (FdI): «È nell’interesse dei cittadini, la Regione collabori»
Non solo. La Porta ha anche evidenziato l’assurdità del paragone con i “lager”, sottolineando: «Che la coerenza non sia nel Dna della sinistra è cosa nota: chi oggi si straccia le vesti per una struttura finalizzata a rimpatriare gli stranieri irregolari pericolosi per la società è erede politico di chi nel 2008 creò i centri di permanenza temporanea e di chi nel 2017 li ribattezzò Cpr. Strutture che alcuni di loro, persino dalla giunta regionale e dai vertici di partito, hanno continuato e continuano a paragonare vergognosamente ai lager. Mettiamo da parte le ideologie e ascoltiamo la domanda di sicurezza che viene dai cittadini, compresi gli stranieri pienamente integrati: un centro di permanenza per il rimpatrio in Toscana va in quella direzione. Anteporre l’interesse politico a quello dei toscani sarebbe un errore».
Aulla come Capalbio? Giani: «Una scelta sbagliata che penalizzerebbe la Lunigiana»
Dall’altra parte della barricata, invece, il presidente Eugenio Giani continua a fare muro. Definendo la scelta di Aulla «assurda e sbagliata». E sostenendo che la Lunigiana sarebbe «mortificata» dalla struttura. «Attiveremo tutte le forme che la legge ci consente per ostacolare un colpo mortale che viene inferto a un territorio della Toscana diffusa», ha tuonato Giani. In linea con la stessa sinistra radical chic, che con altre motivazioni, ma più o meno le stesse ragioni, si dimostrò (e dichiarò) contraria ai migranti nel feudo dem di Capalbio..
Non a caso, replica Giani: «La Lunigiana è un territorio da valorizzare. Da rilanciare sul piano turistico, culturale e sociale. Non da mortificare con un Cpr. Sono davvero sconcertato – prosegue il presidente Giani – dalla scelta del governo di penalizzare i territori che invece hanno bisogno di sostegno e di valorizzazione. Attiveremo tutte le forme che la legge ci consente per ostacolare un colpo mortale che viene inferto a un territorio della Toscana diffusa, portando una struttura come il Cpr, che ha bisogno di riforma e di revisione prima di essere ulteriormente ampliata nei territori italiani».
Intanto, cittadini e forze dell’ordine non possono attendere…
Tutto chiaro insomma. Eppure, la sicurezza dei cittadini non può più attendere i capricci della sinistra. Come ricordato da FdI, l’assenza di un Cpr regionale costringe le forze dell’ordine a estenuanti trasferimenti fuori regione, sottraendo agenti al controllo del territorio. Pertanto, mentre il governo lavora per snellire i rimpatri e alleggerire i centri di accoglienza straordinaria (Cas), la sinistra toscana sceglie ancora una volta la linea del caos e del No, anziché quella della legalità.
Ultima notizia
Ancora tensioni
Denise, volano gli stracci tra i “due padri” Pulizzi e Pipitone e spunta una diffida. Piera Maggio sbotta: falsità, abbiamo le prove
Cronaca - di Italpress