Il messaggio virale sui social
“Il bravo ragazzo non c’è più”, Trump col mitragliatore sui social provoca e avverte il regime iraniano
+ Seguici su Google DiscoverL’ultima grafica pubblicata su Truth social da Donald Trump sembra la locandina di un film d’azione, ma non lo è. Il presidente americano appare con gli occhiali da sole, in smoking e con un mitragliatore in mano. Alle sue spalle c’è un paesaggio devastato dalle fiamme dei bombardamenti americani. Un’immagine dai toni forti, che riassume con la tattica del meme il suo ultimo avvertimento al regime della Repubblica islamica, che «non riesce a darsi una mossa. Non sanno come firmare un accordo non-nucleare. Farebbe bene a svegliarsi presto».
Ma ciò che colpisce di più è la descrizione nera dell’immagine, che si estende sulla parte alta: «Il bravo ragazzo non c’è più». Una frase che The Donald ha utilizzato anche in passato, per evidenziare la sua rabbia e il cambio di posizione a livello geopolitico. Se da un lato gli Usa spingono per i negoziati, dall’altro Trump cerca di prendere in considerazione il parere degli esponenti più interventisti, tra cui il senatore Lindsay Graham. Forse si tratta dell’ennesima mossa per compattare i repubblicani a fronte delle elezioni di midterm.
“Il bravo ragazzo non c’è più”, Trump avverte l’Iran nel post con il mitragliatore
Il contenuto è stato pubblicato sui social verso le 4 di mattina a Washington e tutto fa pensare alla concomitanza con i suoi ultimi messaggi all’Iran, in cui ha spiegato che il Paese non potrà possedere armi nucleari. L’intento del presidente americano sembra quello di veicolare il suo pensiero politico a più persone possibili, pur di ottenere la massima interazione. La provocazione, d’altra parte, è nel suo dna. Vale la pena ricordare il video controverso, fatto con l’intelligenza artificiale, che a ottobre 2025 lo ritraeva nelle vesti di un pilota americano intento a scaricare letame sulla manifestazione dei “No Kings”. All’epoca il caso fece grande scalpore e scatenò la furia dei permalosi antifa’ sui social. Chissà se stavolta su internet si infurieranno anche i Pasdaran.
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