Il mito che crolla
Sánchez boys: in Spagna il 93% dei giovani tra 18 e 25 anni vive ancora con i genitori
Affitti alle stelle, oltre 2,1 milioni di persone senza accesso alla casa e solo il 7,4% dei giovani in grado di acquistarne una: il piano da 6,8 miliardi annunciato dal governo di Pedro Sánchez prova a correre ai ripari, ma arriva dopo anni di ritardi e con un’emergenza ormai strutturale
+ Seguici su Google DiscoverPer anni una certa narrativa politica italiana ha guardato alla Spagna come a un modello virtuoso, moderno, progressista. La “Spagna del socialista Pedro Sánchez” veniva raccontata come un laboratorio di successo, soprattutto per i giovani. Ma i numeri, come spesso accade, raccontano una storia molto diversa. E molto meno edificante. I giovani vivono ancora co
I giovani spagnoli ancora vivono coi genitori
Nel 2025, secondo l’Ine, l’Instituto Nacional de Estadística, circa il 67% degli under 34 spagnoli vive ancora con i genitori. Tra i 18 e i 25 anni si arriva addirittura al 93%. Altro che emancipazione giovanile: la Spagna supera perfino l’Italia, dove la quota si ferma al 63,3%. Entrambi i Paesi restano ben sopra la media europea, che è intorno al 50%.
Non è una questione culturale, come spesso si liquida il fenomeno. È, piuttosto, una fotografia impietosa di un sistema che non riesce a offrire condizioni reali di autonomia.
La casa: il vero collo di bottiglia
Il nodo centrale è uno: l’abitazione. In Spagna nel 2025 oltre 2,1 milioni di persone hanno cercato casa senza trovarla, e nel 70% dei casi il problema era il costo. Gli affitti sono esplosi, rendendo di fatto impossibile l’uscita dalla famiglia per una larga fetta di giovani. E la sinistra di governo, invece di occuparsene, ha anche ben pensato di dare la cittadinanza a 500mila immigrati irregolari.
Il risultato? Solo il 7,4% dei giovani spagnoli può permettersi di comprare casa. Una percentuale che racconta meglio di qualsiasi slogan quanto sia fragile il presunto “modello” iberico esaltato da Elly Schlein e compagni.
Parole, parole, parole
È da settembre che Pedro Sánchez dichiara di voler “aiutare i giovani a comprare casa”, si è arrivati ad aprile. E se qualcosa pur si muove con il nuovo piano casa, resta difficile non notare il ritardo e, soprattutto, la portata del problema che si è accumulato nel frattempo.
Il governo ha messo sul tavolo 6,8 miliardi di euro, con l’obiettivo di realizzare o recuperare oltre 180 mila abitazioni di edilizia sociale, accompagnati da incentivi fiscali per abbassare i canoni e da contributi fino a 300 euro al mese per gli under 35. Misure che, sulla carta, puntano ad aumentare l’offerta e ad alleggerire il peso degli affitti.
Ma la domanda è inevitabile: basterà? Perché i numeri raccontano di un’emergenza strutturale, non di una semplice fase congiunturale.
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