Problemi di sonno e cibo
Famiglia nel bosco, nuova relazione: “Cresce il disagio psicologico dei bimbi. Si torni al nucleo originario”
+ Seguici su Google DiscoverFamiglia nel bosco, un incubo senza fine. Una nuova relazione tecnica depositata al Tribunale per i minorenni dell’Aquila fotografa un disagio psicologico crescente dei bimbi. Il documento di 9 pagine sulle condizioni dei fratellini, allontanati lo scorso novembre dalla mamma e trasferiti in un istituto a Vasto, è firmato dallo psichiatra Tonino Cantelmi e dalla psicoterapeuta Martina Aiello, consulenti di parte dei genitori. Si analizzano gli effetti del trasferimento sulla vita quotidiana dei minori. La lunga analisi si conclude con la richiesta di un intervento urgente per ripristinare il nucleo familiare di origine.
Famiglia nel bosco, nuova relazione dei consulenti di parte
Secondo i consulenti, l’inserimento in casa-famiglia avrebbe prodotto una “discontinuità profonda e repentina” nelle abitudini dei bambini. Prima dell’allontanamento, si legge nella relazione, il contesto familiare era caratterizzato da routine stabili e coerenti. Dopo il collocamento, invece, sarebbero emersi cambiamenti significativi. Alimentazione, sonno, educazione, attività ricreative e relazioni sociali. Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il regime alimentare. I bimbi sarebbero passati da una dieta equilibrata e personalizzata, “a base di verdure, legumi, frutta, porridge e frutta secca, priva di carne e latticini”, a un’alimentazione standardizzata. Con introduzione di prodotti industriali e zuccheri raffinati. Cambiamenti che – si legge nella relazione – avrebbero generato disorientamento e talvolta “comportamenti definiti “compulsivi”.
Cresce il disagio psicologico dei fratellini. Il disturbo del sonno
Gli alimenti a cui i piccoli erano abituati “vengono attualmente ricercati in modo marcato e talora compulsivo. Soprattutto in concomitanza di momenti di maggiore intensità emotiva (durante e dopo le videochiamate con la madre). Criticità anche sul piano del riposo. I ritmi sonno-veglia, in precedenza regolari, risultano alterati. I consulenti evidenziano difficoltà nell’addormentamento, risvegli notturni frequenti e contenuti ansiosi. Elementi che, in ambito clinico, vengono considerati “indicatori di sofferenza psicologica e di una possibile difficoltà di adattamento al nuovo contesto“.
Il nuovo modello educativo crea scompensi
Il passaggio “da uno stile educativo familiare basato sul dialogo e sulla comprensione delle regole” a un modello “fondato su meccanismi di rinforzo e punizione” avrebbe procurato confusione e incertezza nei bimbi. “Anche le modalità ludico-ricreative risultano profondamente modificate. In famiglia i bambini erano abituati ad “attività all’aperto, al contatto diretto con la natura e alla relazione con gli animali. I bambini – si legge nella relazione – erano coinvolti in attività quotidiane che stimolavano autonomie pratiche e responsabilità condivise. Nella casa famiglia di Vasto, invece, “si registra un maggiore utilizzo di dispositivi elettronici e contenuti audiovisivi, con una riduzione del gioco attivo”.
Problemi di sradicamento affettivo dopo l’allontanamento
Secondo i consulenti, inoltre, non emergerebbero miglioramenti sul fronte della socializzazione, uno degli aspetti che avevano motivato l’allontanamenbto disposto dal tribunale. La parte centrale della relazione riguarda le conseguenze sullo sviluppo psicologico. I bambini, secondo l’analisi, rischierebbero di vivere uno “sradicamento affettivo”, con possibili sentimenti di confusione e lealtà divisa tra famiglia d’origine e nuovo contesto. Nelle conclusioni, i consulenti parlano di una “condizione di sofferenza psicologica significativa e progressiva” e mettono in guardia dal rischio che il disagio si stabilizzi nel tempo.
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