Le mosse dell'Esecutivo
Decreto Sicurezza, il governo tira dritto. Mantovano: «Caso chiuso». Domani il CdM
Il Sottosegretario alla Presidenza conferma la volontà di approvare un provvedimento ad hoc per il quale «Le coperture ci sono». Intanto dopo la decisione della Corte Ue sul protocollo Italia-Albania, Schlein cambia tema e interviene in aula sulla norma
+ Seguici su Google Discover«Sì, il caso è chiuso»: con queste parole il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano se dopo la sua interlocuzione con il Presidente della Repubblica Mattarella e l’ok definitivo della Camera al decreto Sicurezza, il Governo approverà un decreto ad hoc sulla questione relativa alla norma sugli incentivi per i rimpatri per risolvere la questione.
A margine della cerimonia al Quirinale per i 70 anni della Consulta parlando del decreto sicurezza, Mantovano ha anche sottolineato che quella in oggetto «Non è una norma sugli avvocati: è una norma di aiuto al migrante che ha scelto liberamente la procedura di rimpatrio assistito». L’esponente di Palazzo Chigi ha anche sottolineato che si tratta di «Un aiuto per risolvere eventuali difficoltà burocratiche, un po’ come chi presenta la dichiarazione dei redditi con l’aiuto del Caf da un qualsiasi professionista. Quindi gli avvocati non c’entrano». Sicuro anche sotto l’aspetto economico, Mantovano ha assicurato che «Le coperture ci sono» annunciando che «Domani ci sarà il Cdm».
Schlein tace sul protocollo Italia-Albania e passa al tema della sicurezza
Intanto dopo il parere della Corte di Giustizia Ue che ha confermato la validità del protocollo Italia-Albania, sottolineando che il protocollo è «compatibile con la normativa Ue» la segretaria del Pd, Elly Schlein, che proprio nei giorni scorsi aveva fatto un video per affermare l’esatto opposto, prova a cambiare argomento e intervenendo in aula, volta pagina e non commenta il pronunciamento ma si ‘concentra’ sul decreto sicurezza del governo lanciando il suo nuovo attacco. «Come vi è venuto in mente, anche davanti ai rilievi del Quirinale, anziché di fermarvi, di tirare dritto, di andare avanti, di farci votare in quest’aula una norma incostituzionale per poi modificarla due minuti dopo? E’ arroganza al potere» ha detto.
Testo “misero davanti alle notizie del mondo”
E sul testo complessivo del provvedimento, che affronta tra l’altro il tema del divieto di vendita di armi ai minori, prevedendo pene più severe per il porto ingiustificato di coltelli e maggiore responsabilità per i genitori e potenzia la sicurezza nelle aree urbane a rischio ha detto «Un decreto che appare misero davanti alle notizie dal mondo, ingiusto rispetto alla società, inutile rispetto agli obiettivi di sicurezza, lesivo dei diritti costituzionali e sbagliato nel metodo e nel merito. Non è una novità, purtroppo la maggioranza di destra ci ha abituato a questo».
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