Il centro sociale
Askatasuna come “Hezbollah”, Montaruli porta il caso in Palamento: “Interrogazione a Piantedosi”
La vicecapogruppo di FdI interviene sulle inquietanti intercettazioni pubblicate da Il Giornale. La Procura chiede l'associazione a delinquere
+ Seguici su Google DiscoverLa vicenda di Askatasuna, il centro sociale torinese che, secondo alcune intercettazioni riportate da Il Giornale, si ispirava ad Hebollah e ai terroristi dell’Eta in Spagna, approda in Parlamento. Augusta Montaruli, vicecapogruppo di FdI alla Camera, ha preannunciato un’interrogazione urgente al ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, per fare luce sul caso che vede gli antagonisti ancora una volta coinvolti.
Montaruli: “Vicenda gravissima”
Annunciando l’interrogazione, Montaruli sottolinea che, “Secondo quanto si apprende in Askatasuna c’erano elementi che dichiaravano apertamente l’intenzione di trasformarsi in un vero e proprio partito ispirato a organizzazioni armate come Hezbollah o l’Eta spagnola”.
“Questo è un elemento determinante che dimostra non solo come lo sgombero dello stabile di Torino fosse quanto mai necessario– aggiunge Montaruli– ma anche quanto il pericolo vada ulteriormente scongiurato senza abbassare mai la guardia perseverando nell’opera di smantellare cellule estremiste il cui obiettivo è solo l’inaccettabile conflittualità contro lo Stato. Alla luce di tali elementi inoltre risulta ancor più importante una presa di distanza netta da parte delle frange politiche di sinistra verso chi ha tali propositi, incompatibili con il nostro ordinamento. Le Istituzioni lavorino all’unisono affinché, questo pericolo che non investe solo Torino ma l’Italia intera, sia definitivamente sconfitto”.
Le intercettazioni
Un “fottuto partito”. È così che Askatasuna si auto-definiva in un’intercettazione. Lo scrive Il Giornale. Il virgolettato è contenuto nella memoria per il primo grado del sostituto procuratore Manuela Pedrotta, incaricata del caso dalla procuratrice Lucia Musti. L’atto è confluito nell’appello, dopo che il Tribunale di Torino ha rigettato l’accusa di associazione a delinquere. Mattia Marzuoli, imputato e per la Procura numero due di “Aska”, diceva a due “sodali” che la loro organizzazione “non può definirsi come un semplice “collettivo” ma come un “fottuto partito”. E in un’intercettazione ambientale si rintracciano richiami espliciti, tutti a sigle internazionali.
Le ragioni della Procura
Nelle carte della Procura si legge: «Indicativo in tal senso è quanto emerso durante la conversazione… nel corso della quale… sottolineano la necessità di intraprendere un percorso che li porti, anche se ci vorrà del tempo, ad “una dimensione tipo partito, tipo alla Hezbollah o alla sudamericana o Eta... a quella roba lì alla spagnola, sudamericana, medio orientale”.
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