Sconvolgente omelia del parroco di Napoli sul 18enne ucciso: “Non siamo sconvolti, siamo abituati”

22 Mar 2023 16:08 - di Angelica Orlandi
napoli 18enne parroco

“Non siamo sconvolti, ma attoniti e addolorati perché la vita di Francesco Pio, un giovane della nostra comunità, i suoi progetti e i suoi sogni sono stati interrotti da una mano criminale”. Inizia così il messaggio di don Enzo Cimarelli, parroco della chiesa di San Lorenzo Martire nel quartiere Pianura a Napoli. Scrive ricordando Francesco Pio Maimone, 18enne ucciso dai colpi di arma da fuoco esplosi da un coetaneo. Durante una rissa, alla quale era totalmente estraneo, avvenuta a Mergellina nella notte tra il 19 e il 20 marzo. “Non siamo sconvolti – prosegue il parroco – perché ci si sconvolge quando accade qualcosa che non ti aspetti, qualcosa di impensabile. Ma l’ondata di violenza e di morti di questi anni ci ha periodicamente abituati alle vita spezzate di tanti giovani della nostra città”.

18enne ucciso, il parroco: queste notizie cadenzano ormai tempi e dolori collettivi

Parole forti, sconvolgenti, che vanno dritte al cuore. “Non siamo sconvolti ma straziati – prosegue il parroco- perché solidali allo strazio di una famiglia, di un gruppo di amici, di un intero quartiere. Che ha visto un ragazzo pieno di speranza non far mai più ritorno nella sua casa, nel suo quartiere, tra i suoi cari. Non siamo sconvolti perché queste notizie cadenzano ormai gli anni e segnano tempi e dolori collettivi. E per questo siamo stanchi: stanchi dell’assenza delle istituzioni, perse nelle loro burocrazie, conti, tavoli; stanchi dell’omertà di chi fa finta di nulla; e dell’indifferenza di chi si gira dall’altra parte. Stanchi dell’individualismo di tutti e dell’incapacità di far rete sul serio, fino in fondo, per il bene dei piccoli”.

“Caro Francesco Pio, aiuta Napoli”

Don Enzo Cimarelli si rivolge idealmente alla giovane vittima: “Caro Francesco Pio – scrive – non siamo sconvolti da questo mare di dolore a cui ci siamo assuefatti. Ma siamo certi che dal cielo tu potrai sconvolgere i cuori induriti dal male; gli sguardi offuscati dagli interessi di parte; le menti prese da un’economia che non mette al centro i ragazzi e i giovani. E siamo certi anche che la tua presenza luminosa sosterrà i tuoi genitori, familiari e amici in questo momento di buia sofferenza. E noi, tua comunità parrocchiale, ti facciamo una promessa: lavoreremo senza stancarci, notte e giorno, per continuare la nostra missione educativa”. Parole che sono un cazzotto allo stomaco: rabbia, rassegnazione, ma anche speranza. “Adoperandoci per una Napoli più giusta, equa, sicura, pacifica. Una società in cui la morte di un bellissimo ragazzo come te non sia accolta come una cosa ormai normale ma sconvolgente. Francesco Pio, aiuta Napoli a sconvolgersi per la morte dei suoi ragazzi, aiuta tutti noi a non abituarci a notizie come queste”, conclude il parroco in modo dolente.

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