Meloni a Confindustria: “Siate coraggiosi. L’Italia non è più l’anello debole d’Europa” (video)
“L’Italia non è più l’anello debole d’Europa”. Giorgia Meloni sceglie il palco di Confindustria per rivendicare i risultati del governo, attaccare la burocrazia europea e rilanciare la sfida del nucleare e della sovranità energetica.
Un discorso identitario, ricco di richiami al coraggio, all’orgoglio nazionale e alla necessità di liberare le energie produttive soffocate da anni di burocrazia e subalternità politica.
“Non abbiamo paura di dimostrarci all’altezza di quello che abbiamo il compito di rappresentare”, scandisce la premier davanti agli imprenditori italiani. “Nessuno di noi sottovaluta la durezza del tempo che stiamo attraversando, c’è una differenza tra chi si lascia paralizzare dalla paura e chi invece decide di affrontare le sfide”. Per Meloni è proprio nelle difficoltà che “il destino ci consegna il privilegio di essere fieri di noi stessi”.
Meloni alla platea di Confindustria: dobbiamo volare alto
La presidente del Consiglio cita Virgilio per lanciare il suo messaggio all’Italia produttiva: “‘Sic itur ad astra’, così si sale alle stelle”. E aggiunge: “Noi non dobbiamo temere di volare alto, di osare, di liberarci dalle incrostazioni, di scardinare le abitudini”. Un appello a reagire in un tempo che la premier definisce “il tempo del coraggio” e delle scelte decisive. “Siate coraggiosi e io vi prometto che farò lo stesso”, afferma tra gli applausi.
Meloni rivendica poi il cambio di percezione dell’Italia sul piano internazionale. “Noi non siamo più l’anello debole d’Europa”, sottolinea con forza. “Siamo una nazione credibile, autorevole che nel mondo viene guardata con rispetto sempre maggiore”. Un risultato che, secondo la premier, si misura anche nella crescita dell’export e nella capacità italiana di affermarsi “nei domini nuovi, dall’economia dello spazio alle scienze della vita”.
La premier contro la visione ideologica dell’Europa
Nel suo intervento la presidente del Consiglio punta il dito contro le fragilità emerse negli ultimi anni e contro una certa visione ideologica dell’Europa. “Le crisi ci hanno mostrato quanto fosse miope l’idea di un’Europa che pensava di poter limitare il suo ruolo a quello di piattaforma commerciale”, dice Meloni. Gli shock internazionali, osserva, “hanno spezzato catene del valore troppo lunghe e troppo fragili”, facendo emergere vulnerabilità che “per anni ingenuamente e colpevolmente abbiamo finto di non vedere”.
“Bruxelles faccia meno e faccia meglio”
Da qui la richiesta di un cambio di passo netto da parte di Bruxelles. “Noi chiediamo che l’Europa faccia meno e lo faccia meglio”, afferma la premier. E ancora: “È impossibile chiedere alle nostre imprese di correre sui mercati globali se noi siamo i primi a frenarle con meccanismi burocratici infernali”. Meloni invoca “priorità sensate e velocità nelle decisioni”, ribadendo la necessità di difendere la competitività del sistema produttivo italiano.
Ampio spazio anche al tema energetico, definito “un capitolo che pesa più di altri sulla competitività delle imprese italiane”. La presidente del Consiglio rivendica il lavoro svolto dal governo “per rendere più lineare ed efficace il quadro autorizzativo per le energie rinnovabili”, per “diversificare le fonti e le rotte” e per rafforzare il ruolo dell’Italia “come hub europeo di produzione e distribuzione di energia”.
Meloni annuncia il ritorno al nucleare: entro l’estate la legge delega
Ma soprattutto Meloni rilancia con decisione il ritorno del nucleare. “Vogliamo proseguire speditamente sulla strada per il ritorno all’energia nucleare in Italia”, annuncia. L’obiettivo è puntare “su tecnologie innovative, con mini reattori modulari sicuri e puliti”. E assicura: “Entro l’estate sarà approvata la legge delega”.
Sul fronte economico, la premier difende la scelta del governo di chiedere all’Europa maggiore flessibilità per sostenere famiglie e imprese travolte dalla crisi energetica. “Non si tratta di essere autorizzati a fare un nuovo debito”, chiarisce, “si tratta di adottare al meglio quello che è già previsto. Puro e semplice buon senso”.
“Sì alle spese di difesa, ma prima aiutiamo le famiglie”
Meloni affronta anche il tema della difesa nazionale, rivendicando una posizione netta. “Le spese di difesa sono il prezzo della libertà”, afferma. “Se non ti sai difendere, se chiedi a qualcun altro di garantire la tua sicurezza, lo pagherai in termini di autonomia e sovranità”. Ma allo stesso tempo avverte: “Se oggi non aiutiamo le famiglie e le imprese a superare l’impatto della crisi, rischiamo che domani non ci sia più niente da difendere”.
Meloni a Confindustria: “Cantiere comune per riformare la burocrazia”
Infine, la premier tende la mano al mondo produttivo proponendo “un cantiere comune” per una “riforma radicale della burocrazia italiana”. “Voi siete gli utenti della burocrazia italiana”, dice rivolgendosi agli imprenditori, “e siete coloro che più di tutti possono aiutarci a risolvere le troppe incrostazioni che vi hanno impedito di correre come avreste potuto”.
Per Meloni è il tempo del coraggio, delle scelte e dell’orgoglio nazionale. E l’Italia, assicura la premier, non ha più paura di “osare”.
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