E’ morto Antonio Pallante, autore del fallito attentato a Togliatti nel 1948. Aveva 97 anni

2 Gen 2023 15:54 - di Redazione
Pallante Togliatti

E’ morto a Catania Antonio Pallante, 97 anni, l’attentatore di Palmiro Togliatti, contro cui esplose 3 colpi di pistola il 14 luglio 1948, riducendo in fin di vita il leader del partito comunista italiano, in compagnia di Nilde Iotti, nei pressi della Camera dei deputati.

L’attentato a Togliatti scatenò le piazze: almeno trenta i morti

Un attentato che portò l’Italia sull’orlo della guerra civile, con lo stesso leader comunista, che dal letto dell’ospedale, invitò alla calma, mentre iniziavano scontri nelle piazze antifasciste che provocarono almeno trenta vittime. Pallante, nato in Irpinia il 3 agosto del 1923, è scomparso lo scorso 6 luglio, per complicazioni respiratorie, nella sua casa del capoluogo siciliano. La notizia del decesso era stata finora tenuta riservata da parte dei suoi due figli.

L’ultima intervista di Antonio Pallante

Il 17 gennaio del 2021 rilasciò all’AdnKronos la sua ultima intervista. Nel corso di quella conversazione rivendicò le motivazioni “ideali” del suo gesto, che descrisse come patriottico, per mettere l’Italia al riparo dal comunismo “evitando alla nostra nazione di finire sotto il tallone del comunismo”.

Pallante: non sono pentito, l’unica soluzione era eliminare Togliatti per salvarci dal comunismo

“Non sono pentito – disse il 97enne Antonio Pallante -. Ho pensato che fosse la cosa giusta da fare per salvare il Paese”. All’epoca dell’attenta, il 14 luglio del 1948, Pallante aveva solo 24. Era uno studente fuoricorso di giurisprudenza a Catania, già simpatizzante del ‘Fronte dell’Uomo Qualunque’, ma soprattutto, un giovane ossessionato dalla paura del comunismo in Italia. E non si è mai pentito: “Ho pensato che fosse la cosa giusta da fare per salvare il Paese”.

“Di quel giorno – disse in quell’intervista – ho ricordi chiari, e anche dei mesi precedenti”, c’era il pericolo del comunismo e io “ero convinto che l’unica soluzione fosse quella: eliminare il segretario del partito Palmiro Togliatti”. “Un gesto estremo che mi ripugnava umanamente, ma non vedevo alternative”.

Togliatti e i soldati dell’Armir

Pallante era all’epoca pieno di risentimento verso i comunisti. “Al nord i partigiani rossi – spiegò nella conversazione con l’AdnKronos – specialmente nel famigerato triangolo della morte ma non solo, avevano eliminato sistematicamente chi non la pensava come loro”. “Massacrarono partigiani bianchi, preti, possidenti”. A Togliatti, poi, Pallante rimproverava un’altra cosa: “Quella pagina terribile, emersa negli anni in tutta la sua tragicità, sui soldati dell’Armir, catturati dall’armata rossa e mandati a morire a migliaia nei campi di concentramento sovietici senza che ‘il Migliore’ muovesse un solo dito per aiutarli”, una vicenda a suo giudizio “mostruosa”.

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