Professore universitario sotto processo come stalker: i suoi tre cani abbaiano e creano ansia

14 Ott 2022 11:36 - di Paolo Sturaro
cani

Un professore universitario è finito sotto processo a Firenze come stalker a causa dell’abbaiare dei suoi tre cani. Per l’accusa, l’uomo sarebbe rimasto «incurante delle segnalazioni reiterate e delle iniziative giudiziarie del vicino». E avrebbe cagionato alla famiglia «volontariamente e consapevolmente un perdurante e grave stato d’ansia».

Quando si può “rischiare” a causa dei cani

Ma cosa dice la legge? Quando l’abbaio dei cani del nostro vicino può essere messo in stato d’accusa? Risponde l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) cui spesso arrivano richieste di chiarimento sulle controversie con il vicinato proprio perché il cane abbaia: come potersi tutelare, se vi sia il rischio di una denuncia o una sanzione pecuniaria o, peggio ancora, se vi sia la possibilità che il quattro zampe sia fatto allontanare da casa.

Il rispetto della convivenza civica

«A prescindere se la legge sia o meno dalla nostra parte, dobbiamo sempre garantire il rispetto della convivenza civica evitando rumori molesti costanti e in orari meno appropriati», spiega l’avvocato Claudia Taccani, responsabile dello Sportello legale dell’Oipa. «È bene sapere, anzitutto, che l’eventuale disturbo di uno o più cani può determinare, secondo il Codice civile, la responsabilità per le così dette “immissioni” come, per esempio, rumori, bisogni, odori, qualora superino, come prevede la legge, la “normale tollerabilità”».

L’onere della prova

«Ma, attenzione, si è responsabili solo in caso di un’accertata intensità e costanza del rumore, in questo caso dell’abbaiare, e quando questo provoca un disturbo effettivo ai vicini, i quali hanno l’onere della prova. Per essere ritenuti responsabili non basta quindi una generica lamentela, ma sono necessarie prove certe di un disturbo concreto e intollerabile».

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