Pd, la grande paura. Telefoni bollenti: c’è chi teme una scissione e chi altre giravolte

8 Ago 2022 11:45 - di Mia Fenice
Pd

Dopo l’addio di Calenda il Pd ora trema. Si temono fughe, scissioni e altre giravolte. Gli occhi sono tutti puntati sull’appuntamento del 12 agosto. Quel giorno si terrà la direzione nazionale dei partito e si definiranno le liste. Il clima è incandescente, sono ore concitate, i telefoni sono bollenti. La situazione è tutt’altro che definita. Che cosa succederà? Un’ipotesi vede tutto invariato con i dem che restano alleati con i Verdi, Sinistra Italiana, Impegno Civico e Più Europa.

Pd, ecco gli scenari che fanno tremare

Ma c’è chi teme scenari più complessi. Come si legge sul Giornale, il primo fa tremare i polsi al segretario Letta. Di cosa si tratta? È una scissione da parte della componente centrista. In sostanza, si teme una fuga verso il Terzo polo centrista targato Renzi-Calenda-Pizzarotti e dal Pd si staccherebbe l’anima cattolica e liberale. Un’ipotesi che piace a Peppe Provenzano, Goffredo Bettini e Andrea Orlando e che permetterebbe quindi di riaprire i giochi con il M5S.

La corsa in solitaria di Letta

Il secondo scenario vede il Pd  correre da solo. Letta aveva già ventilato l’ipotesi di andare alle urne in solitaria ed evitare l’intesa coi cinquestelle che verrebbe vista come l’ennesima piroetta. Conte, dal canto suo, dopo l’addio di Calenda ha gongolato e ha sfidato Letta: «Offra a Di Maio i collegi», salutandolo ironicamente. Ma il leader del Pd ha replicato secco: «Conte ha fatto cadere il governo Draghi, per noi è un fatto conclusivo».

Il pressing dei filo-contiani

Ma al di là delle scaramucce, il pressing dei filo-contiani sale. Ci sono due indizi, osserva il quotidiano milanese: il primo, i 5S non candidano Virginia Raggi e Alessandro di Battista, che non ne vogliono sentire di patti col Pd. Il secondo lo fornisce Gianfranco Rotondi: «Carlo Calenda scappa perché ha saputo quel che io prevedevo da giorni: Enrico Letta ha in tasca l’accordo M5S e lo tirerà fuori». Resta da vedere cosa accadrà tra pochi giorni e se Letta riuscirà la faccia e il partito.

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