La lezione della Bonino: «Ci accapigliamo su video e non video. La cosa insopportabile è lo stupro»

23 Ago 2022 14:29 - di Fortunata Cerri
Bonino

«Ci accapigliamo su video e non video, io non l’ho visto ma è stato ripreso da tutti i giornaloni, è diventata la polemica del giorno, che durerà 24 ore. Per me la cosa insopportabile è lo stupro». Emma Bonino è l’unica voce a sinistra sensata: il punto, infatti, non è il video pubblicato dalla Meloni ma denunciare lo stupro.

La crociata anti-Meloni e le parole di Emma Bonino

La crociata anti-Meloni era partita da Letta («Il video postato da Meloni su uno stupro è indecente e indecoroso. Invito tutti a fare una campagna elettorale in cui ci si confronti sui temi, non si può essere irrispettosi dei diritti delle persone»). Subito dopo si era accodata tutta la sinistra senza però proferire una parola su quanto accaduto e senza esprimere solidarietà alla vittima. Ora da Emma Bonino arriva una lezione.

Mollicone: «La doppia morale ipocrita della sinistra»

Scende in campo anche il deputato di FdI, Federico Mollicone. «Il video della violenza è stato pubblicato da molti giornali, era perciò già accessibile a tutti. Inoltre – dice durante un intervento a Omnibus su La7 – il video condiviso da Giorgia Meloni era del tutto pixelato. Non accettiamo la doppia morale ipocrita della sinistra, che qualche mese fa aveva pubblicato, tra l’altro anche senza pixelarlo, il video dell’omicidio di Alika, immigrato ucciso a Civitanova».

«La Meloni ha fatto un doveroso atto di denuncia»

Questa polemica, osserva, «rischia di distogliere l’attenzione dal vero tema della questione: le condizioni della sicurezza urbana in Italia, dove gli immigrati sono lasciati per strada in preda agli istinti primari, e i rischi che corrono le donne. Giorgia Meloni ha fatto un doveroso atto di denuncia. La senatrice Valente parla di un “doppiopesismo” del dolore inaccettabile: il dolore della moglie di Alika non è equiparabile a quello della donna violentata?”.

Salvini: «Il problema non è il video ma lo stupro»

Anche per Matteo Salvini «il problema non è il video ma lo stupro. Ci si preoccupi dei reati e delle violenze in aumento, non dei tweet: le polemiche sono superflue».

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